La rabbia fa male, troppo male. Anche il mattino dopo.

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di Andrea Carpentieri

Passano le ore, ci si dorme su, ma per un tifoso appassionato – chi non lo è non può capire ciò di cui parlo, quindi si risparmi il tempo da impiegare a leggere e giudicare – non passa. Non passa perché, semplicemente, non può passare: è stato tutto troppo grosso, tutto troppo palese e smaccato, tutto troppo schifoso, arrogantemente voluto, ostentatamente parziale. È stato fatto di proposito, è malafede, perché l’incapacità, se di incapacità si trattasse, andrebbe oggi in una direzione, domani nell’altra.

Incapace è stato l’arbitro Massa, e con lui chi era al Var, a fischiarci un rigore a favore a Firenze; incapace è stato chi ha applicato bovinamente il regolamento in quella stessa partita punendo con un rigore un tipo intervento (quello di Zielinski) che poi, come ha dimostrato Juventus – Bologna, è stato GIUSTAMENTE depenalizzato. Il resto, però, è pura intenzionalità, è progettualità, è un disegno chiaro di fare lottare per lo scudetto soltanto Inter e Juventus, di tenere il Napoli fuori dalla corsa e, se possibile, dall’Europa che conta.

Se così non fosse, se dietro le decisioni arbitrali non si nascondesse il più lercio e merdoso dei piani, non sarebbe possibile che sempre, comunque, dovunque, sistematicamente il Napoli sia sfavorito.
In casa col Cagliari prima e col Brescia poi, su Llorente, era rigore netto; a Torino su Ghoulam, era rigore netto; ieri sera, ancora su Llorente, il rigore era solare: in ben due partite sulle tre citate, poi, il mancato rigore è stato immediatamente seguito dalla decisiva segnatura avversaria.

A Ferrara, domenica scorsa, non c’è stato chiaro ed evidente errore, perché il pallone sul braccio di Vicari ci è finito, altro che storie, quindi l’intervento del Var che ha fatto revocare il rigore concesso al Napoli ha rappresentato una palese violazione del protocollo. Basta, avete rotto il pallone e le sue sorelline! Il Napoli, pur con tutti i suoi problemi, si è visto sfilare dalla tasca potenzialmente nove punti, cazzo, nove, di sicuro tre, e con tre o nove punti in più oggi parleremmo di tutt’altra stagione.

La vergogna di ieri, a me che seguo il calcio mettendoci ogni santo anno cuore e portafogli, fa ancora più male perché nella stessa serata ho dovuto assistere ad un ragazzino che impone all’arbitro di tirare fuori un secondo giallo VIOLANDO PALESEMENTE il regolamento, ad un grande campione che RUBA un calcio di rigore simulando in maniera VERGOGNOSA. Però oggi i giornali dicono che è fenomeno, che decide sempre lui, ma che cosa, cosa cazzo decide? Fino ad oggi la Juventus, secondo me, non era stata particolarmente aiutata, ma ieri sera a Torino è successa della roba assurda, che metto in risalto soltanto perché stride in maniera clamorosa con quanto visto al San Paolo.

Se giochiamo nello stesso campionato, se il regolamento è uno solo ed uguale per tutti, non è possibile che Dybala ordini un’espulsione inventata e venga accontentato, che Ronaldo si tuffi e si veda regalare un rigore all’ultimo secondo, che Giacomelli qua da noi SCIENTEMENTE ci rubi una vittoria.
È sempre accaduto, sempre accadrà, mi dirà qualcuno: forse è vero, ma tutto nella stessa sera fa male, troppo male. Anche il mattino dopo.

Andrea Carpentieri

Andrea Carpentieri è dottore di ricerca in filologia classica, ed ha al suo attivo diverse pubblicazioni nell'ambito degli studi di letteratura latina. Ex agonista nel karate, ha avuto la fortuna di vincere trofei e medaglie nazionali ed internazionali nella specialità del kumite (combattimento). Che si tratti di letteratura, lingue vive o morte o arti marziali, ogni giorno prova ad insegnare, cercando però, soprattutto, di continuare ad imparare.