L’uomo e l’acqua.

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Prima c’era l’acqua che secondo i ritmi della natura e le caratteristiche climatiche ed idrogeologiche scorreva fino a mare senza inquinanti. Poi arrivò l’uomo, l’uomo imbecille “industriale predatore”, che scoprì che si risparmiava scaricando i liquami direttamente nei corsi d’acqua senza depurazione. Anche gli amministratori pubblici con grande acume avevano capito nel frattempo che si risparmiava scaricando le acque di fogna nei corsi d’acqua o direttamente in mare! Molti cittadini, poi, avevano scoperto che per le costruzioni abusive e isolate si poteva evitare l’allacciamento alla fogna comunale scaricando i liquami nella falda attraverso un pozzo assorbente.

Quante scoperte imbecilli e autolesioniste: finchè si formò una filiera stragista, diabolica e criminale che rifacendosi al modo di comportarsi di molti animali pensò di sotterrare i rifiuti nel sottosuolo. E nacque la terra dei fuochi, non solo in Campania ma in molte altre regioni dove i buchi venivano riempiti con materiali di scarto anche molto pericolosi. Tanto non si vedevano! Un territorio disseminato di mine inquinanti visibili e ancora non scoperte. L’agricoltura moderna, poi, ha avuto bisogno di “aiuti” chimici di vario tipo per fertilizzare il suolo e per combattere i parassiti. E il territorio è stato irrorato, e lo è ancora, con prodotti non naturali che bene non fanno alla salute. E’ un miracolo, in questo quadro, che nascano ancora persone sane! E ne nasceranno sempre meno…sane! E poi, per ultimi, arrivano i petrolieri che vogliono intervenire anche sugli acquiferi carbonatici affioranti, grazie a funzionari extraterrestri, benedetti da politici seleniti, che hanno perimetrato aree di possibile estrazione di idrocarburi anche sugli acquiferi carbonatici che rappresentano insostituibili serbatoi di acqua potabile, veri e propri monumenti della natura che ci alimentano gratuitamente di acqua potabile e lo faranno fino all’eternità se…l’uomo imbecille non li inquina!

E poi leggiamo questo concetto del Sultano dell’Oman, tradotta in varie lingue, all’Expo davanti al padiglione dell’OMAN, come ci comunica l’amico Carmine Sarcinella: “Di tutti i doni con cui Dio ci ha benedetto, l’acqua è il più prezioso. Essa deve essere salvaguardata e tutelata nell’interesse comune”. Sarà già troppo tardi? E’ tardi ma non troppo tardi! Fermiamo i nuovi “tentativi” di inquinamento, prima di tutto! E poi istituiamo le riserve idriche nazionali con i santuari dell’acqua potabile. E si proceda all’eliminazione delle fonti inquinanti! E’ evidente che occorrono menti non inquinate per fare questo! E non gli stessi, o i loro eredi, che hanno consentito lo stato attuale di inquinamento ambientale.

Franco Ortolani

Ordinario di Geologia, attualmente a riposo, docente del Master in Pianificazione comunale presso l'Università Federico II di Napoli, Associato all'istituto CNR-ISAFOM. Ambiente e uomo, che fa l'uomo sull'ambiente, che fa l'ambiente sull'uomo i settori di interesse.