Nasce “COP”: la prima piattaforma per il contrasto ai fenomeni di odio online

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di Alessandro D’Orazio

L’odio online, meglio conosciuto come “hate speech”, sembra essere diventato un problema endemico dei social media. Le ripercussioni educative, psicologiche, economiche sulle vittime e gli spettatori dei fenomeni di “hate speech” sono ancora ben lungi dall’essere state misurate approfonditamente, mentre le possibilità di tutela legale sono risultate essere inaccessibili alla maggior parte della popolazione. È in questo contesto che nel 2020 vedrà la luce “COP”, la startup finanziata da Oltre Venture che ha sviluppato la piattaforma www.chiodiapaga.it, il primo servizio legaltech di “denuncia as a service” per la tutela legale delle vittime di odio, discriminazioni e abusi online.

Nel frattempo, associazioni, aziende, influencer e professionisti del settore possono già iscriversi al sito per testare in anteprima le funzionalità del servizio, come annunciato dal creatore della piattaforma Francesco Inguscio.

Il giovane ideatore, laureato con lode alla facoltà di Economia di Padova, è attualmente Ceo di Nuvolab, venture accelerator di startup innovative e società di consulenza. Tale impresa ha affiancato ad esempio Rcs nella creazione e lancio di Corriere innovazione e banca Intesa San Paolo nella realizzazione e gestione di Officine formative. Infine sempre Nuvolab ha supportato la nascita e sviluppo di agenzie di design thinking e crowdfunding, digital agency e società di conversion marketing, ristoranti di eccellenza a Venezia e catene di sushibar a Milano.

Francesco Inguscio è convinto che COP (Chi Odia Paga), potrà aiutare le vittime di odio online a capire in poco tempo se gli attacchi subiti dagli “odiatori” della Rete costituiscono un reato, attivando con pochi click tutte le difese legali previste dalle policy del media utilizzato dall’hater e dall’ordinamento giuridico italiano.

Dalla semplice richiesta di rimozione degli insulti (c.d. “take down”) fino ad arrivare all’invio di diffide, esposti al questore e denunce e querele, in base alla gravità del reato commesso online dagli “hater”.

Tutto ció anche  in considerazione del fatto che offendere non costa nulla, è veloce e facile. La difesa, al contrario, è costosa e richiede tempo. C’è uno “spread di giustizia” enorme tra offesa e difesa da colmare: non è giusto che solo VIP ricchi e famosi possano infatti tutelarsi legalmente se vengono insultati sui social. Con COP l’intento è dunque quello di contribuire a democratizzare l’accesso delle persone alla tutela dei propri diritti. 

 

Alessandro D'Orazio

Classe 1992. Una laurea in Giurisprudenza ed una in Operatore giuridico d’impresa. Nel mezzo l’azione: paracadutista, sommozzatore e pilota d’aerei. Classicista convinto, quanto Cattolico. Appassionato di viaggi, lettura e scrittura. Un’esistenza volta alla costante ricerca delle tre idee che reggono il mondo: il Bene, la Giustizia e la Bellezza. Senza mai perdere di vista la base di ogni cosa: l’Umanità. Se fosse nato sostantivo, sarebbe stato il greco aretè e cioè, la disposizione d’animo di una persona nell’assolvere bene il proprio compito. La frase che lo descrive: “Darsi una forma, creare in se stessi un ordine e una dirittura”. Il tutto allietato da un bel dipinto di Giovanni da Fiesole.