Tuteliamo l’infanzia…

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di Rosario Pesce
Gli episodi di cronaca, che ci riportano un mondo dell’infanzia vittima delle violenze degli adulti, non
possono che essere inquietanti.
La scuola e la famiglia sono, in particolare, sotto accusa perché sono quei luoghi sociali dove una violenza
sordida si riproduce in modo più sistematico.
Se, però, per la scuola la soluzione c’è, perché l’allestimento delle videocamere sarà un prezioso elemento
per scoprire eventuali violenze e per punire dunque i responsabili, nel caso delle famiglie invece diviene
molto più difficile scoprire fatti, che hanno un rilievo di natura penale.
Quante violenze avvengono fra le mura di casa, senza che nessuno possa accorgersene?
Certo, moltissimi nuclei familiari sono attenzionati dai Servizi Sociali e dalle istituzioni locali che sono
deputate a tale funzione, ma – nonostante tutto – la violenza si genera e produce danni, morali ed
esistenziali, che sono destinati a protrarsi per tutta la vita del minore.
E, poi, vi sono quelle famiglie borghesi, che sono al di sopra di ogni sospetto, che invece costituiscono i
luoghi più assidui delle violenze, fisiche e psicologiche, contro i minori: situazioni, queste, che sono
destinate a rimanere sempre sotto traccia, anche perché coperte dal silenzio e dalle complicità ovvie
intorno ad ambiente sociali molto forti.
Ed, allora, come si può mettere fine ad una scia di sangue fin troppo lunga ed aberrante?
La cultura, invero, è lo strumento migliore con cui compiere la prevenzione: diffondere saggi e virtuosi
modelli di comportamento può essere utile per creare una sensibilità diversa, ma non sempre è sufficiente.
E, quindi, non può che essere prezioso agire sul piano della repressione: inasprire le pene per chi commette
atti di violenza verso i minori può essere un necessario deterrente, per evitare di assistere ad ulteriori
infanticidi.
Ma, perché la società diviene cattiva verso i minori, che sono – per definizione – i più deboli ed indifesi?
Forse, per cinico e patologico sadismo?
Per deliberato spirito di violenza?
Per la crescente psicosi, che colpisce un numero sempre maggiore di adulti?
Certo è che il livello di rispetto verso i minori misura il grado di civiltà di un consesso sociale ed, in tal senso, la nostra società non può che migliorare.
Rosario Pesce

Dirigente scolastico, dapprima nella secondaria di primo grado e, successivamente, nella secondaria di II grado. Gli piace scrivere di scuola, servizi, cultura, attualità, politica. I suoi articoli sono stati già pubblicati da riviste specialistiche, cartacee ed on-line, e da testate, quali: Tecnica della scuola, Tuttoscuola, Edscuola, Ftnews, Contattolab.