Tutti colpevoli, ma uno molto meno colpevole degli altri

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di Andrea Carpentieri

Proviamo a ragionare con calma. Quando una stagione va così allo sfascio, uno sfascio di cui potremmo non avere ancora visto il peggio, non è possibile che ci sia un solo responsabile. Poi è chiaro, ognuno ha le proprie idee, ognuno ha – perché no? – le proprie simpatie ed antipatie, ognuno su queste materie ragiona di pancia (mi si perdoni l’ossimoro) ed è quindi facile che si finisca col parlare di ” responsabile numero uno”, ” vero colpevole”, ” quello che ha distrutto tutto”… 

Come dico da tempo, e come forse scrissi qua settimane fa, se ragiono con la testa e non con il cuore, non posso attribuire ad uno solo dei soggetti in gioco l’intero carico di responsabilità per la stagione orrenda, da retrocessione, che il mio amato Napoli sta vivendo.

Non può essere colpa esclusivamente della società, nonostante sessioni di mercato in serie caratterizzate o da una pittoccheria senza precedenti (con almeno due scudetti che non si è provato a vincere) o da incompetenza assurda che ha portato a spendere male oltre 100 milioni; né può essere Adl l’unico colpevole, nonostante la tensione che ha seminato negli anni, i mancati rinnovi, l’Albiol che ” se se ne va ci fa un favore”, le marchette, etc…

Non può essere la Carletto&parenti responsabile unica, nonostante oltre cinquanta formazioni in un anno e mezzo, una per partita, nonostante la ridicola scena della conferenza pre-Salisburgo e il comportamento del post partita ; ” non condivido la scelta della società” , ” io vado in ritiro, fate voi”  nonostante l’evidente (io la vedevo, perché le partite le guardo tutte e qualche cosa l’ho imparata, ma la vedevano anche esperti che a calcio hanno giocato, gente che ha vinto) mancanza di un lavoro sul campo che consentisse alla squadra, abituata a giocare di reparto per compensare deficienze individuali, di continuare a farlo.

Non può essere certo esente da responsabilità la squadra: va bene, Adl l’ha destabilizzata; ok, gli Ancelotti l’hanno impoverita sul campo e nella testa; va bene tutto, ma davvero questi non sono capaci di fare meglio di ciò che stanno facendo dalla sera di Napoli-Cagliari? Si va ripetendo che il problema sta nella mancanza di serenità dovuta alla questione multe: ma perché diavolo gliele ha comminate, Adl? Perché sono brutti e cattivi?

Hanno le loro precise responsabilità, se le assumessero. Si badi bene che in questo caso la storia del tutti colpevoli, nessun colpevole, non funziona per niente: tutti colpevoli, quindi tutti colpevoli, maledetti! Ciò detto, non è accettabile che tanta gente, anche persone che stimo per competenza calcistica e non solo, si scaglino contro Gattuso. Non è accettabile sia per una serie di dati oggettivi, sia per una questione di onestà intellettuale. Gattuso arriva a lavorare su di una squadra la cui situazione è plasticamente rappresentata dalla partita interna col Genoa: molli, senza corsa, senza idee, svuotati dell’anima e privi di un’idea di gioco, distratti, indolenti…questo erano i calciatori che Gattuso ha trovato.

Una squadra che viveva, da gennaio 2019, un trend chiarissimo ed inequivocabile, un percorso di calo di rendimento incontestabile: pensare che Gattuso potesse fermare in un mese o due questo trend che, ripeto, era partito un anno fa, è stata pura follia. Ancora, come si fa a valutare Gattuso mettendolo allo stesso livello di Ancelotti, in termini di disastro compiuto, se il nuovo allenatore, in sei di campionato si trova davanti Lazio, Inter e Juve? Le prime due il miglior Napoli di Sarri le avrebbe asfaltate, ma una squadra anche buona ci soffrirebbe, e tanto, magari lasciandoci le penne: con la terza, lasciamo stare, non è proprio cosa. Contano o no gli avversari?

Non sarebbe intellettualmente onesto aspettare che il lavoro di Gattuso abbia avuto a disposizione almeno dieci giornate di campionato per essere valutato? Fin qui, i dati oggettivi, cioè il calendario. Ma poi, mi chiedo, quanti tranciano giudizi dopo cinque partite di una gestione costruita sulle macerie sono gli stessi che hanno atteso un anno intero prima di valutare Ancelotti, sono gli stessi che hanno sospeso il giudizio perché ” il Napoli di Ancelotti si vedrà nel secondo anno”? E Ancelotti non venne a lavorare sulle macerie, ma sul Napoli più bello che la storia ricordi, un Napoli che solo l’arroganza del Sistema aveva privato della vittoria più grande. Fate pace con la testa, vi prego. Un’ultima considerazione, sganciata da quanto scritto finora.

Per anni ho maledetto il fatto che in A ci fossero sempre tre o quattro squadre troppo scarse per competere con le altre, tre o quattro squadre destinate, senza speranza di salvezza, alla retrocessione. Quest’anno, invece, ringrazio la sorte che tali squadre ci siano, altrimenti davvero non so come andrebbe a finire per noi. Postilla, e poi chiudo per davvero. Forse, a ben pensarci, Gattuso è in una posizione ideale e può farci solo del bene. Non ha nulla a che spartire con nessuno, non ha bisogno certo di soldi, la carriera non se la rovina perché se ha fallito Ancelotti può fallire lui…Insomma, se non risolve, può far saltare tutto per aria e tirare fuori il marciume: considerato che andare in B, pure volendolo, sarebbe difficile, io credo che Ringhio ci lascerà qualcosa di buono. Poi vedremo chi avrà avuto ragione.

Andrea Carpentieri

Andrea Carpentieri è dottore di ricerca in filologia classica, ed ha al suo attivo diverse pubblicazioni nell'ambito degli studi di letteratura latina. Ex agonista nel karate, ha avuto la fortuna di vincere trofei e medaglie nazionali ed internazionali nella specialità del kumite (combattimento). Che si tratti di letteratura, lingue vive o morte o arti marziali, ogni giorno prova ad insegnare, cercando però, soprattutto, di continuare ad imparare.