UN SIT-IN PER FRANCESCA E PER LA LEGALITA’

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La notizia risale a domenica scorsa quando, dopo la chiusura del pub dove lavora per mantenersi all’Università, Francesca Di Donato ha subito uno scippo. Ha tentato di resistere, trattenedo la borsa, ma è vstata trascinata sul selciato, e poi investita, rischiando così l’asportazione della milza. Le condizioni sono ancora critiche, anche se stabili.


Potrebbe sembrare “normale amministrazione”, e qualcuno, a partire dal primo cittadino aversano, al telefono con Gianni Simioli de La Radiazza, ha tenuto a precisare che la ragazza “non lotta fra la vita e la morte”.

Certo, perché ultimamente se a Napoli non ci scappa il morto, da una parte o dall’altra della barricata, non c’è notizia da sbandierare. Ma gli episodi di violenza notturni ad Aversa sono purtroppo tanti, troppi, negli ultimi mesi, nonostante l’ordinanza che prevede la chiusura dei “baretti” della movida alle 2,00 del mattino. E gli aversani non ci stanno più. Finalmente.

“E’ il momento di dire basta agli episodi di violenza” : con questa frase spiega l’iniziativa Carmine Monaco, attivista del M5S di Aversa e promotore del sit-in che si terrà sabato 20 settembre, alle 19,00, in piazza Municipio, fin da subito auspicato da Simioli ai microfoni di Radio Marte insieme a don Aniello Manganiello.

Una manifestazione silenziosa – perché il silenzio può rimbombare più di qualsiasi slogan – ai piedi del palazzo dove ha sede il Comune, alla quale tutti i cittadini sono invitati a partecipare. Anche il sindaco Sagliocco, che sicuramente, dalla finestra del suo ufficio, non potrà restare indifferente alla richiesta di sicurezza che gli aversani pretendono non solo per via Seggio, dov’è accaduto l’ultimo episodio violento, ma per tutta la città.

Per Francesca, per Davide, per Ciro Esposito e per tutte le vittime di un sistema che sembra funzionare alla rovescia: sabato sera ad Aversa, in piazza, in silenzio, per dimostrare che c’è ancora speranza, e che tutto quello che la gente comune chiede, è poter avere fiducia nelle istituzioni preposte a rappresentarla e tutelarla. 

Mariateresa Belardo

Al Domenicale con entusiasmo da più di un anno, dopo il banco di prova con Paralleloquarantuno. Giornalista per passione, scrive di tutto quello che la entusiasma, predilegendo i temi dell’ambiente e della cultura. Classe ’71,buddista, due figli, nel tempo libero cucina e gioca a burraco. Se dovesse descriversi con una sola parola, sceglierebbe “entusiasmo”, anche se si definisce un’anima in pena. Scrivere le è indispensabile: si firma #lapennallarrabbiata, e questo è il suo modo per denunciare ingiustizie e dare voce ai sentimenti che vive, come tutto quello che la riguarda, con un coinvolgimento totale.