Napoli si stringe attorno alla ricerca. Una serata speciale contro la leucemia

di Valentina Ferrante

Ci sono notizie che ti fermano il tempo, e poi ci sono persone che quel tempo decidono di accelerarlo per gli altri. Alessandro Cevenini voleva realizzare i suoi sogni, il suo percorso di studi alla Bocconi stava per terminare quando, nel 2007, gli viene diagnosticata una leucemia promielocitica acuta, che dopo un calvario durato due anni, porta via Alex a soli 26 anni.

Ma Alex in quel tempo decide che non può fermarsi, non può arrendersi e dopo aver trascorso un mese in rianimazione dalla diagnosi, sa che non può più pensare solo a se stesso, ma a tutti quelli come lui per cui il tempo ha deciso di fermarsi. Mentre affronta la chemioterapia, fonda un gruppo Facebook “Beat Leukemia” che in breve tempo riesce a mettere in contatto pazienti, medici e volontari e Alex va avanti, non vuole fermarsi: lancia nel 2009, allo stremo delle sue forze, il sito beat-leukemia.org per sensibilizzare tutti alla lotta contro la leucemia.

Alex va via, ma resta con noi insieme alla ricerca e in questi appuntamenti la città di Napoli non si limita a partecipare ma risponde presente con tutto il suo cuore e quest’anno sarà il professor Antonio Pinto, Direttore della Ematologia Oncologica dell’Istituto Nazionale Tumori Pascale a ricevere la borsa di studio, dedicata proprio alla memoria di Alex: la serata di beneficenza del prossimo 5 giugno trasformerà la meravigliosa cornice del Chiostro di San Francesco in via Luca Giordano a Napoli in un palcoscenico di speranza; l’obiettivo è nobile e urgente: raccogliere fondi a sostegno della Fondazione Beat Leukemia, che lo scorso anno ha donato al Pascale la ristrutturazione del reparto dedicato alle malattie del sangue.

Sarà la mamma di Alex, Cristina Motta, a donare all’Ospedale Pascale di Napoli, la preziosa borsa di studi, che sarà impiegata nel settore di ricerca per il linfoma di Hodgkin. Durante la serata dedicata ad Alex e alla sua incredibile tenacia, si parlerà di tutto quello che finora la Fondazione è riuscita a realizzare e di quanto la condivisione, anche attraverso i social, sia una componente essenziale per sostenere il supporto indispensabile alla ricerca; Beat Leukemia ha svolto un lavoro instancabile nelle scuole entrando nelle aule per piantare i semi della consapevolezza, facendo della capillarità il suo punto di forza. Ma non solo: lo spettacolo e l’arte sono stati alleati cruciali in questo percorso, le tantissime occasioni teatrali, musicali e culturali promosse in questi anni sono state tappe fondamentali per finanziare la ricerca e dare risposte concrete ai pazienti; dal 2010 al 2026 la Fondazione ha raccolto 1.932.903,50 euro, con cui sono state acquistate soprattutto strumentazioni mediche. La serata di Napoli sarà quindi l’occasione per far risuonare ancora una volta la voce di Alex, un ragazzo che ha lasciato un testamento di coraggio che oggi vive nelle attività della Fondazione e che lui stesso ha raccontato tra le pagine del suo libro “Il segreto è la vita”, una promessa che si riassume in quella che è diventata la sua frase più famosa, un vero e proprio manifesto per la Fondazione: “La differenza tra le cose difficili e le cose impossibili sta nel fatto che per quelle considerate impossibili ci vuole solo più tempo, più impegno, più Fede.”

Un invito a non arrendersi, che la città di Napoli è pronta a fare suo ancora una volta.PER SEGUIRE LE ATTIVITA’ DELLA FONDAZIONE E RIMANERE AGGIORNATI SUI PROSSIMI EVENTI:

PER SEGUIRE LE ATTIVITA’ DELLA FONDAZIONE E RIMANERE AGGIORNATI SUI PROSSIMI EVENTI:

www.beat-leukemia.org

info@beat-leukemia.org

facebook.com/beatleukemia

beatleukemia

@BeatLeukemia

beat_leukemia

"Non sono italiana...sono Napoletana!" La famosa questione d'appartenenza! Valentina consegue la laurea in lingua cinese all’Orientale di Napoli e parallelamente ottiene il tesserino di giornalista-pubblicista all’Odg della sua città. Collabora con diverse testate locali e approda poi alla redazione del Domenicale News. Ad oggi responsabile di un progetto sul turismo rivolto alla città partenopea per conto di un’azienda londinese. Non tralascia le sue passioni, soprattutto per lo sport, che in passato ha trasformato anche in lavoro.