Capodimonte, al via corsi gratuiti di napoletano per riscoprire le origini di una lingua secolare

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di Alessandro D’Orazio

È stato fissato a sabato 4 maggio alle ore 10.00 presso l’Auditorium del Museo e Real Bosco di Capodimonte a Napoli il primo incontro del corso di lingua napoletana organizzato dalla Fondazione Enrico Isaia e Maria Pepillo in collaborazione con lo stesso Museo e Real Bosco di Capodimonte. 

 

L’iniziativa è stata articolata in due momenti; il primo si svilupperà, come detto, all’interno dell’Auditorium del Museo di Capodimonte, con tre incontri gratuiti, aperti a tutti e previsti per sabato 4, domenica 12 e sabato 18 maggio alle ore 10. Mentre il secondo si terrà a Casalnuovo, all’interno dello storico Palazzo Salerno Lancellotti. Per questa seconda fase è previsto invece un percorso completo tra giugno, ottobre e novembre con lezioni divise su tre livelli da cinque incontri ciascuno. 

 

Tra gli argomenti in programma, oltre alla tradizionale lingua napoletana, vi saranno anche molteplici riferimenti alle etimologie greche, latine, francesi e spagnole di numerosi vocaboli. In aggiunta, completeranno il tutto prove pratiche di lettura e scrittura, poesia, canzoni e teatro e riferimenti ai grandi capolavori in napoletano. Ogni lezione prevede anche un intermezzo musicale a cura dell’Associazione MusiCapodimonte: l’antica arte della posteggia napoletana di Aurora Giglio.

 

La lingua napoletana, come è noto, è da considerarsi a tutti gli effetti una lingua storica, concettuale, espressione culturale contemporanea. È dunque responsabilità dei napoletani contribuire a tramandare questa cultura molto viva e sentita ancora oggi, facendola entrare a pieno titolo tra le lingue maggiormente in uso non solo in Italia, ma anche in varie comunità diffuse in più parti del mondo. A questo proposito, come ha sostenuto il direttore del museo di Capodimonte Sylvain Bellenger: “A lengua napulitana è na lengua ca vive” ed un contributo affinché la stessa viva dovrà provenire proprio dai suoi fruitori.

Alessandro D'Orazio

Classe 1992. Una laurea in Giurisprudenza ed una in Operatore giuridico d’impresa. Nel mezzo l’azione: paracadutista, sommozzatore e pilota d’aerei. Classicista convinto, quanto Cattolico. Appassionato di viaggi, lettura e scrittura. Un’esistenza volta alla costante ricerca delle tre idee che reggono il mondo: il Bene, la Giustizia e la Bellezza. Senza mai perdere di vista la base di ogni cosa: l’Umanità. Se fosse nato sostantivo, sarebbe stato il greco aretè e cioè, la disposizione d’animo di una persona nell’assolvere bene il proprio compito. La frase che lo descrive: “Darsi una forma, creare in se stessi un ordine e una dirittura”. Il tutto allietato da un bel dipinto di Giovanni da Fiesole.