Greta Thunberg, la 15enne svedese che lotta contro gli effetti dei mutamenti climatici

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di Alessandro D’Orazio

Si è da poco concluso l’intervento di Greta Thunberg alla Conferenza del Comitato economico e sociale europeo in programma a Bruxelles. La studentessa svedese, nota per il suo sciopero contro i dannosi effetti prodotti dai mutamenti climatici, ha avuto il privilegio di aprire il meeting dedicato al ruolo della società civile nell’Unione.

 

In particolare il suo discorso ha preceduto quelli del presidente dell’Europarlamento, Antonio Tajani, del presidente della commissione Ue, Jean-Claude Juncker, e di numerosi rappresentanti di organizzazioni civiche, ambientaliste e sindacali comunitarie.

 

Greta Thunberg, nata a Uppsala il 3 gennaio 2003, è salita alla ribalta dell’opinione pubblica internazionale per le sue manifestazioni tenute davanti al Riksdag di Stoccolma, in Svezia con lo slogan “Skolstrejk för klimatet” (Sciopero della scuola per il clima). Affetta dalla sindrome di Asperger, la ragazza decise il 20 agosto 2018 di non andare più a scuola fino alle elezioni generali del 9 settembre 2018. Tale decisione nacque a seguito delle eccezionali ondate di calore e degli incendi boschivi che colpirono il suo Paese nel corso dell’estate dello scorso anno. 

 

In quell’occasione la giovane reclamó una riduzione da parte del governo svedese delle emissioni di carbonio come previsto dall’accordo di Parigi sul cambiamento climatico; per questo rimase seduta davanti al parlamento tutti i giorni durante l’orario scolastico. Il suo sciopero ha attirato così l’attenzione del mondo intero, tanto che manifestazioni simili sono state organizzate anche in altri Paesi, tra cui Paesi Bassi, Germania, Finlandia, Danimarca e Australia.

 

Il Time l’ha scelta tra le teenager più influenti al mondo del 2018, grazie soprattutto al suo discorso in grado di far tremare, lo scorso 14 dicembre, i leader di mezzo globo riuniti per la conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (COP24) a Katowice, in Polonia. 

Dal palco Greta Thunberg dichiaró: “Sono le sofferenze dei molti che pagano per i lussi dei pochi. Nel 2078 celebrerò il mio 75esimo compleanno. Se avrò figli, forse passeranno quel giorno con me. Forse mi chiederanno di voi. Forse chiederanno perché non avete fatto niente quando c’era ancora il tempo per agire.

 

Dite di amare i vostri figli più di ogni altra cosa, invece rubate il loro futuro proprio davanti ai loro occhi”. E ancora: “Voi parlate soltanto di un’eterna crescita economica verde poiché avete troppa paura di essere impopolari. Voi parlate soltanto di proseguire con le stesse cattive idee che ci hanno condotto a questo casino, anche quando l’unica cosa sensata da fare sarebbe tirare il freno d’emergenza. Non siete abbastanza maturi da dire le cose come stanno. Lasciate persino questo fardello a noi bambini”. Parole su cui riflettere senz’altro.

Alessandro D'Orazio

Classe 1992. Una laurea in Giurisprudenza ed una in Operatore giuridico d’impresa. Nel mezzo l’azione: paracadutista, sommozzatore e pilota d’aerei. Classicista convinto, quanto Cattolico. Appassionato di viaggi, lettura e scrittura. Un’esistenza volta alla costante ricerca delle tre idee che reggono il mondo: il Bene, la Giustizia e la Bellezza. Senza mai perdere di vista la base di ogni cosa: l’Umanità. Se fosse nato sostantivo, sarebbe stato il greco aretè e cioè, la disposizione d’animo di una persona nell’assolvere bene il proprio compito. La frase che lo descrive: “Darsi una forma, creare in se stessi un ordine e una dirittura”. Il tutto allietato da un bel dipinto di Giovanni da Fiesole.