Il crepuscolo della politica

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di Pasquale Di Fenzo

Ricostruzione tra il serio e il faceto (ma non troppo) dell’andamento politico italiano negli ultimi 30 anni, senza voler tornare troppo indietro nel ricordare che in fondo il fascismo non fu altro che una costola del socialismo. A un vecchio senatore missino, superstite assieme a un ristretto novero di colleghi su cui aveva un forte ascendente, fu ordinato di far confluire quei pochi voti, indispensabili per l’elezione di un socialista, proprio su quel candidato. Il vecchio nostalgico rispose: “In fondo mi si chiede di ubbidire all’ultimo ordine del mio Duce: in caso di bisogno non esitare a tornare alla casa madre”. Il “qualunquismo” di Guglielmo Giannini fu solo un’avvisaglia di come l’italiano abbia avuto sempre bisogno di qualcuno che “parlasse alla pancia” come dicono quelli che parlano a cazzo di cane.

Oggi si chiamano “sovranisti”. Fino a poco fa si identificavano nei celhoduristi”. Di qualcuno che lasciasse intravvedere semplicemente onestà. Solo intravvedere, per carità! Vi ricordate di Mario Segni? Sembrava il Messia che tutti attendevano. Bastò una felice definizione di Berlusconi per smontarlo completamente: “Uno che ha vinto la lotteria di Capodanno, ma ha perso il biglietto vincente”. Colui che adesso capeggia il drappello dei sindaci ribelli, fu un altro fulgido esempio di sogno svanito all’alba: l’altro ex DC, Leoluca Orlando, cui riusci il tentativo di allargamento nazional-popolare dalla Sicilia al resto del Paese. Il suo movimento “La Rete” raggiunse un risultato eccellente anche a livello di elezioni politiche. In questo caso ci pensò Cossiga a stroncare sul nascere quell’idea innovativa. Semplicemente aggiungendo il suo secondo cognome e un punto interrogativo: “Leoluca Orlando Cascio?”.

Vogliamo parlare di Di Pietro e del suo “Italia dei Valori”?, Il bisogno di onestà negli italiani era, ed è, sempre più richiesto. Chi meglio del nuovo eroe dei due mondi? Colui che aveva messo in difficoltà col suo italiano raffazzonato i big della politica nazionale! Come dimenticare l’immagine di Forlani con la bava alla bocca sullo scomodo sgabello degli imputati? Le ammissioni di Craxi o le mezze parole di Pomicino, quando a una domanda di Di Pietro rispose: “Assolutamente!”. “Assolutamente si, o assolutamente no?” Fu incalzato dal PM eroe. Sembrava la scena di un film di Sergio Leone! I cerchiabottisti e i “che ci azzecca” ci azzeccarono e come! Poi volle saltare il fosso e fare il grande passo. Forse inconsapevolmente, si ritrovò di colpo dalla parte dei cattivi. Una cosa imperdonabile per il suo elettorato. Inoltre imbarcò nelle sue truppe tutto e il contrario di tutto. Gente che non trovava posto nelle liste dei partiti tradizionali, divenne Onorevole e Senatore grazie a Di Pietro. C’è bisogno di fare i nomi? Imbarcò corrotti e imbecilli che poi naturalmente, dopo essersi serviti di lui, lo mollarono.

Forse non aveva tempo e voglia di selezionare gli amici, lui, che pure sentiva il “fieto del miccio” anche a distanze astronomiche. Memori di questi errori, il nuovo che avanza, i nuovi paladini dell’Onestà, di cui mo’ più che mai c’è sempre più bisogno, non hanno fatto lo stesso errore. Non c’è bisogno di imbarcare imbecilli. Le loro selezioni sono rigidissime. Certo se sei un diciottenne esperto di web, di blog, di fb e di altre diavolerie simili, ti puoi creare facilmente una rete di consensi che poi ti potrebbe in futuro fruttare quel centinaio di voti in rete indispensabili per poter essere candidato. E quindi sicuramente eletto, grazie a una legge elettorale che tutti dicono di voler cambiare, ma che nessuno si sogna di cambiare. Fateci caso: la legge elettorale è sempre al primo posto tra le priorità dei nuovi insediamenti parlamentari, poi tutti se ne dimenticano, fino a quando i tempi stringeranno e non ci sarà più il tempo per poterla cambiare ed a malincuore saremo costretti ad andare a votare con la vecchia, bistrattata ma cara a tutti, legge elettorale, che nomina, ma non elegge i rappresentanti del Popolo Sovrano tanto caro ai sovranisti. “Rafanie’, fatte accatta’ a chi nun te sape!”

Tanto ci penserà la Consulta, tra una decina di anni, a comunicarci che abbiamo votato diversi Parlamenti con una legge incostituzionale. E’ già successo. Ma tanto a chi gliene fotte. L’importante non è essere, ma apparire. Oltre a sedersi per cinque anni sui comodi scanni del Parlamento. E parlo di tutti i partiti, nessuno escluso. Ci sono troppi Onorevoli e Senatori che, con una legge elettorale seria, non avrebbero nessuna possibilità, non solo di essere eletti, ma nemmeno di essere candidati. Sono i tempi che cambiano. Anche i giornali e le televisioni una volta tenevano molto in considerazione gli indici di gradimento. Oggi contano solo gli indici di ascolto. Tanti clik tanto onore, anche se ti mandano affanculo.

Pasquale Di Fenzo

Pasquale Di Fenzo, PDF per gli amici, tifoso di Napoli prima che del Napoli. Non lesina critiche a Napoli e al Napoli, ma va “in freva” se qualcuno critica Napoli e il Napoli. Pensa di scrivere, ma il più delle volte sbarèa. L’obiettività è la sua dote migliore. Se il Napoli perde è colpa dell’arbitro. O della sfortuna. Sempre. Se vince lo ha meritato. Ha fatto sua una frase di Vujadin Boskov, apportando però una piccola aggiunta: “è rigore quando arbitro fischia, a favore del Napoli”. E’ ossessionato da Michu che, solo davanti alla porta del Bilbao passa la palla ad Hamsik invece di tirare in porta. Si sveglia di notte in un bagno di sudore gridando “Tira! Tira!”.