IL RITORNO DELLA FAMIGLIA ESPOSITO

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– di Antonella Nastri- 

La famiglia Esposito torna a Napoli dopo un anno di successi in molti teatri del sud Italia e, recentemente, anche al teatro Sala Umberto di Roma.

La fortunata piece teatrale in due atti prodotta da Tunnel Produzioni, liberamente tratta dall’omonimo romanzo di Pino Imperatore con sceneggiatura a cura dello stesso Imperatore, di Paolo Caiazzo e di Alessandro Siani (che ne cura anche la regia), nell’arco temporale di circa un anno è stata finora apprezzata da più di 25.000 spettatori. E in questo tempo la commedia si è evoluta, modificata e perfezionata, recependo nel testo spunti tratti dall’attualità, così che il testo di oggi non è uguale alla prima stesura e offre nuove sorprese anche a che l’ha visto nella sua primissima edizione.

In circa due ore di travolgente comicità, in un continuo susseguirsi di battute e situazioni divertenti e paradossali, senza alcuna ombra di facile volgarità, lo spettatore ha modo di affezionarsi a questa simpatica famiglia che strizza l’occhio agli stereotipi della cultura partenopea, ma al tempo stesso li ridicolizza, sia pure con simpatia.

Attraverso le vicende della famiglia Esposito, in fin dei conti non molto diversa da tante famiglie del nostro territorio, viene rappresentato, con grande allegria e con un umorismo esilarante ma senza per questo l’intento di minimizzare o giustificare, uno spaccato di parte della realtà napoletana che induce alla riflessione e denuncia, denigrandoli, gli aspetti più ridicoli e deteriori della criminalità. Alla fine di un percorso tragicomico, il protagonista, e i suoi parenti con lui, acquisteranno una consapevolezza nuova e saranno capaci di affrontare una coraggiosa scelta di vita.

L’ambientazione è quella tipica dei quartieri popolari del Rione Sanità e la famiglia Esposito è una classica famiglia napoletana che ruota intorno al capofamiglia Tonino, di mestiere camorrista. Ma Tonino (un inarrestabile e irresistibile Paolo Caiazzo, che non ha bisogno di presentazioni) è un camorrista atipico, per discendenza e non per vocazione. Del tutto avulso dalla mentalità criminale e incapace di ferocia, é un uomo semplice e tenero, ingenuo e fanciullesco che, per rendere onore al nome del defunto padre Gennaro, boss del quartiere, cerca con scarso successo di fare la sua parte come esattore del pizzo per conto del nuovo boss Pietro De Luca, alias ‘o Terramoto (il convincente e tenebroso Gennaro Silvestro, interprete tra l’altro del ruolo di Silla nelle varie edizioni della serie televisiva “La Squadra”), già braccio destro del vecchio capo clan, che tiene Tonino sul libro paga per rispettare un impegno d’onore assunto con il suo predecessore.

espositoAttorno al protagonista si muovono, in un alternarsi di vicende comiche e di qualche intrigo: la moglie Patrizia (Loredana Simioli in forma splendida, reduce dal successo da protagonista in “Reality” di Matteo Garrone) popolana e sanguigna dalla prorompente sensualità, amante della genere neomelodico, analfabeta, ma dotata di spirito pratico, lucidità e risolutezza; la figlia Tina (la giovane Federica Altamura, perfetta nel ruolo) studentessa diligente, di sani principi, che pur amando i genitori, prende le distanze dai gusti popolari della madre e dal mestiere del padre, che vorrebbe vedere condurre una vita onesta che permettesse anche a lei di non trovarsi a disagio nella società civile; la madre di Tonino (Maria Rosaria Virgili, attrice dal passato teatrale e televisivo di tutto rispetto), donna raffinata che, per amore e forse anche un po’ per vigliaccheria, non è stata capace di prendere le distanze dalle scelte del marito, mai condivise e così diverse dalla sua natura signorile; i suoceri di lui (Salvatore Misticone e Nunzia Schiano, caratteristi insuperabili dalla comicità irrefrenabile, che ricordiamo entrambi, solo per un esempio, in “Benvenuti al Sud” di Siani), che incarnano una coppia di napoletani doc con tutte le caratteristiche del semplice popolino saggio e che contribuiscono a creare gran parte degli esilaranti siparietti dello spettacolo, nel più puro stile della commedia napoletana, svolgendo anche una funzione paragonabile a quella del coro della tragedia greca.

A completare il quadro, due figure collaterali: lo spirito guida di Tonino, un hidalgo spagnolo morto nel corso del 1500 (il bravissimo Mimmo Esposito, che tutti ricordiamo nei panni di Salvatore, marito emigrante di Assunta/Biagio Izzo a Telegaribaldi) che cerca di proteggere e consigliare il protagonista e che rappresenta il glorioso passato e la grande storia di Napoli a confronto con la realtà contemporanea; e Sansone, l’iguana di casa, che interviene sardonicamente in varie circostanze con la voce dell’ottimo Giacomo Rizzo.

Vale la pena di menzionare le musiche di Frank Carpentieri, le ottime soluzioni tecniche adottate per i cambi di scena in diretta, nonché la scelta di utilizzare, per le azioni da ambientare all’aperto, brevi filmati realizzati con il contributo di Nello Iorio e Alessandro Bolide, noti membri dello staff di “Made in Sud”.

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