L’ultimo “regalo” napoletano…

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“Traffico, micro (e macro) criminalità, disastro ambientale, congestione edilizia, e tutte le conseguenze antropo-sociologiche connesse: i problemi di Casoria sono in realtà i problemi di Napoli, che nei decenni la metropoli ha preferito decentrare geograficamente, anziché risolvere. È una ‘metropoli imperfetta’, Napoli, che ha costruito (e continua a progettare) il proprio sviluppo a discapito della provincia, che sta trasformando in una sterminata periferia.”

Così scriveva anni fa lo storico Giuseppe Pesce in un suo articolo bellissimo dal titolo “ il mare non bagna Casoria”, articolo, nel quale, lo scrittore casoriano anticipava gli scenari che si stanno pericolosamente materializzando in questi giorni.

C’è il timore di scivolare ancora più indietro, di perdere quel poco o sufficiente che si ha. Stiamo parlando della delibera della giunta del comune di Napoli del 15 novembre 2018 n° 516. Delibera che  ha approvato lo studio di fattibilità redatto da ASIA Napoli spa per la realizzazione di due ecodistretti, uno dei quali si colloca in prossimità della linea di confine tra il Comune di Casoria e quello di Napoli. La questione, pur trattandosi di uno studio di fattibilità, è estremamente preoccupante per usare un eufemismo.

E allora che la mobilitazione “abbia inizio”. I comitati di quartiere, le associazioni e i liberi cittadini già si stanno organizzando. Le rassicurazioni che giungono in maniera informale non convincono. “ L’eco distretto dovrebbe trattare solo solo rifiuti secchi differenziati –, ma basta vedere la situazione della raccolta nel capoluogo napoletano per capire che questa è una cosa impossibile”.

Tra l’altro, nell’area in questione ci sono i pozzi e le condutture dell’ARIN, scuole, case, ville e parchi ad una distanza veramente irrisoria. Eppure il proponente di questa delibera è il vice sindaco di Napoli Del Giudice, lo stesso che, a Giugliano insieme a Legambiente presentò nel 2004  il primo studio serio su mortalità per causa, in una zona con alta presenza di discariche all’Istituto  Superiore  di Sanità.

Lo sa questo “scienziato” dell’ambiente ad intermittenza – che nei pressi della pista vivono migliaia di persone? Ma non preoccupatevi, ci fanno sapere che nell’ecodistretto i rifiuti “freschi” verranno processati con lavorazioni a freddo, non ci saranno né lavorazioni chimiche né termiche. Si tratta di impianti in cui non ci sono lavorazioni che abbiano una produzione di emissioni in atmosfera, non ci saranno fumi, non ci sarà nulla che bruci o che sia sottoposto ad una reazione chimica. Voi credete a tutto questo?

L’ennesimo sconcio sul territorio casoriano si sta compiendo davanti a una platea immalinconita, chiusa in casa, costretta al terrore dalle centinaia di rapine che ogni giorno riempiono le cronache della nostra comunità. Ci sono cittadini che sperano ancora e altri che hanno già avvertito la campanella dell’ultimo giro. Noi vogliamo rappresentare i primi.

Nella nostra città, vittima inerme dei tempi e della conurbazione selvaggia con San Pietro e Secondigliano, non vi è solo paura e scoramento; molto spesso vi è anche una sorta di collusione, una malcelata rassegnazione e un’indifferenza che fa male e determina atteggiamenti che non producono nulla di buono.

Ma per fortuna c’è anche altro: nella sua ricca storia questa comunità ha sempre saputo reagire. E anche la borghesia cittadina, che non è tutta uguale ha prodotto molte volte pensieri e indirizzi positivi. Aver toccato il fondo potrebbe risvegliare un qualcosa che sembra completamente sepolto: questa della “pista” potrebbe rappresentare una straordinaria occasione per risvegliarsi, per scuotersi di dosso il degrado della città e della politica e aprire una nuova fase di rinnovamento. I cittadini, le associazioni (attivissime), il volontariato, la chiesa, devono capire che possono e devono partecipare direttamente alla discussione su questa vicenda dell’ecodistretto. Aspettiamo risposte concrete anche da parte del Sindaco e dei nostri consiglieri regionali.

Nelle prossime settimane si vedrà qual è realmente la voglia di cambiamento della gente. Speriamo non vi sia la stessa indifferenza che la città ha mostrato rispetto alla questione sicurezza.

 Non sono ammessi ulteriori alibi. Se ritieni che nella nostra città debba passare anche questa cosa dell’ecodistretto, fai parte del problema!

Pasquale D'Anna

Nasce nella terra di San Ludovico, divide il suo tempo tra l' Ateneo Federiciano e il Domenicale. Laurea in Scienze dell'Amministrazione e dell'Organizzazione alla Federico II. Da ragazzo voleva fare il critico cinematografico ma ha rinunciato perchè " il cinema è una cosa troppo seria per confonderla con i giornali". Ha diverse passioni, tra queste: parlare con la figlia Ludovica e "passare più tempo possibile davanti al mare" . Specchio d'acqua di riferimento: il porto di Palinuro. E' ardente ammiratore di Paolo Sorrentino, Joe Barbieri e Paolo Conte...Odia le persone che lo toccano quando parlano e non smetterebbe mai di leggere il Commissario Ricciardi. Il suo attuale "pensatore" di riferimento è Marek Hamsik.