“No grazie, il caffè mi rende ancora nervoso”, Paolo Caiazzo in scena al Teatro Augusteo di Napoli.

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Al Teatro Augusteo di Napoli, da venerdì 2 fino a domenica 11 marzo 2018, Paolo Caiazzo sarà in scena con lo spettacolo “No grazie, il caffè mi rende ancora nervoso”, commedia in due atti scritta da Lello Arena, Paolo Caiazzo e Francesco Velonà, con la regia di Lello Arena.

Napoli, carcere di Poggioreale. Michele Giuffrida (Lello Arena) sta scontando l’ergastolo per aver confessato nel 1982 di essere “Funniculì Funniculà” un temibile serial killer di artisti Partenopei, a suo avviso troppo innovatori. 

Riceve un’inaspettata visita di un misterioso emulatore intenzionato a continuare il suo progetto criminale all’insegna dell’originale motto: “’o ciuccio è ferito ma nun è muorto!”

Dopo l’annuncio in città cominciano a sparire una serie di personaggi famosi del mondo dello spettacolo, e i sospetti si concentrano sulla villetta di provincia della omonima famiglia Giuffrida. 

Il capofamiglia Gaetano (Paolo Caiazzo) è un tassista con la passione del teatro, specializzato nelle opere Scarpettiane. Vive con la moglie Stella (Susy Del Giudice), rappresentante di sex toys; il padre Aristide (Salvatore Misticone), vecchio attore di teatro classico; e il figlio Michele (Nicola Pavese), che ha una malsana passione per le storie dei serial killer. Per contrastare le bizze senili di Aristide, Gaetano è stato costretto anche ad assumere Oho (Maria Chiara Centorami), badante ucraina dalle innumerevoli pretese.

Il cognato (Francesco Procopio), giornalista de Il Mattino e scroccone incallito, riceve  in redazione, con le medesime modalità del caso originale, le rivendicazioni delle sparizioni. Confessa a Gaetano il sospetto che il nipote abbia preso troppo sul serio la sua passione per le storie criminali e che sia passato all’azione. 

Nel frattempo il sottotetto si popola con gli artisti sequestrati. La vita scorre nella serena villetta mentre nella soffitta degli orrori gli ostaggi cercano disperatamente una via di fuga. Il caso si allarga e anche la soffitta comincia a essere affollata. Gli indizi che maldestramente il maniaco lascia inchiodano il ragazzo, ma la soluzione non è semplice. Ognuno della famiglia nasconde un lato oscuro, e potrebbe essere… il nuovo Funniculì Funniculà! 

Descrizione personaggi

GAETANO GIUFFRIDA (Paolo Caiazzo)

Tassista, con velleità da attore. È il capocomico di una compagnia amatoriale che mette in scena, a rotazione, tutto il repertorio di Eduardo Scarpetta. È ossessionato dalla sua passione, tanto che spesso, anche in casa, parla come se stesse recitando le didascalie di un copione. È frustrato dal fatto che nessuno lo consideri un grande attore, ed è convinto che prima o poi arriverà per lui la grande occasione di diventare famoso.

STELLA (Susy Del Giudice)

Moglie di Gaetano, donna determinata che gli rinfaccia continuamente di non dedicarsi all’attività di tassista per inseguire un’inutile passione. Per far fronte alla condizione economica, non proprio florida, della famiglia, Stella accetta di diventare rappresentante di sex toys. Questa nuova attività suscita la gelosia di Gaetano, spaventato dalla modalità con cui avvengono le dimostrazioni per convincere le clienti ad acquistare i prodotti.

PROCOPIO (Francesco Procopio)

Fratello di Stella, quindi cognato di Gaetano, è un giornalista del quotidiano Il Mattino. Vive nella casa accanto a quella dei Giuffrida, motivo per il quale è uno scroccone incallito, ogni cosa di cui ha bisogno infatti viene a chiederla alla sorella e a Gaetano. È a lui che il nuovo Funniculì Funniculà spedisce vecchie cartoline e messaggi con avvertimenti e rivendicazioni. Ed è lui che, insieme a Gaetano, cerca di scoprirne l’identità atteggiandosi a detective, come vede fare nelle trasmissioni televisive di crime.

MICHELE GIUFFRIDA (Nicola Pavese)

È il figlio di Gaetano e Stella, è un ventenne col mito dei serial killer. Possiede infatti una collezione di maschere di tutti quelli più famosi. Studia i casi di omicidi efferati, è informato anche sulla vicenda di Michele Giuffrida, un suo omonimo, che nel 1982, firmandosi Funniculì Funniculà, rapiva e uccideva tutti gli artisti che volevano innovare la tradizione napoletana. Questa sua passione lo rende, agli occhi di Procopio, il sospettato numero 1 per quanto riguarda le sparizioni di Vincenzo Salemme, Enzo Avitabile e Paolo Sorrentino.

OHO (Maria Chiara Centorami)

E’ una badante ucraina che la famiglia Giuffrida assume per accudire nonno Aristide, la cui testa perde colpi. Ha in realtà un nome impronunciabile, per cui si fa chiamare Oho, come l’esclamazione che tutti fanno quando le ammirano il fondoschiena. La ragazza fa ovviamente perdere la testa al vecchio Aristide che vorrebbe sposarla, ma Oho nasconde un segreto circa la sua reale provenienza.

ARISTIDE GUFFRIDA (Salvatore Misticone)

È il padre di Gaetano. Si vanta di essere stato un grande interprete di teatro classico, e si lamenta di essere finito a vivere a casa del figlio, in un piccolo paese, lontano dai grandi palcoscenici. Aristide sa che tutta la famiglia vive con la sua pensione, motivo per il quale non disdegna di rinfacciarlo a tutti, e di mortificare suo figlio che considera un attore da parrocchia che non potrà mai arrivare ai suoi livelli

NO, GRAZIE, IL CAFFÈ MI RENDE ANCORA NERVOSO

È una commedia in due atti scritta da: Lello Arena, Paolo Caiazzo, Francesco Velonà

Produzione: Tunnel Produzioni 

Regia: Lello Arena 

Scene: Max Comune 

Costumi : Rita Boccarossa e Antonietta Rendina 

Disegno luci: Dario Vastarella

Musiche: Gianni Conte

Trucco: Ciro Florio

Grafica e foto: Francesco Fiengo

Gilda Longhi

Classe ’85, una laurea specialistica in Economia e gestione delle imprese nel cassetto e un tesserino da giornalista pubblicista nel portafogli. Permalosa e testarda, non perde occasione per “fare polemica” ed è definita dai suoi amici come una “presenza che si fa sentire, una che pensa una cosa e ne fa cento”. Cattolica, appassionata di musica e libri, adora stare in mezzo alla gente. Si è avvicinata al giornalismo nel 2008 quasi per caso e da allora non lo ha più lasciato: scriverebbe sempre (se solo glielo lasciassero fare!). Ha una insana passione per la politica e per il territorio in cui vive.