Terra dei fuochi: il caso arriva a Strasburgo. Avviato il processo contro il governo italiano

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di Alessandro D’Orazio

La Corte Europea di Strasburgo ha avviato un processo contro il governo italiano per la situazione di emergenza ambientale che vede coinvolta la cosiddetta Terra dei fuochi. In particolare sono stati accolti in via preliminare i ricorsi ricevuti da cittadini e associazioni che denunciano la violazione del loro diritto alla vita.

 

I ricorrenti sostengono che lo Stato non abbia preso le misure necessarie per ridurre il pericolo, nonostante fosse consapevole del rischio reale e immediato. L’accusa mossa all’Italia è quindi di aver violato l’articolo 2 della Convenzione europea dei diritti umani, in cui è stabilito che “il diritto alla vita di ogni persona è protetto dalla legge”. 

 

La Corte, dopo aver analizzato i ricorsi giunti a Strasburgo tra l’aprile del 2014 e lo stesso mese del 2015 e ritenendo almeno per ora ammissibile quanto in essi sostenuto, ha deciso di dare il via al contraddittorio tra le parti. Ha quindi comunicato al governo le violazioni che oltre 30 persone e 5 associazioni dicono di aver subito, richiedendo all’esecutivo una serie di informazioni per poter poi decidere sulla fondatezza dei ricorsi.

 

Si sta inoltre procedendo a vagliare le informazioni sulle indagini condotte in Italia per individuare i responsabili dei reati ambientali e quali risultati abbiano portato. Sarà ora compito del governo italiano quello di fornire le prove per dimostrare la messa in opera di ogni azione utile volta alla protezione dei cittadini.

Nel frattempo il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha pubblicamente dichiarato: “Siamo molto lontani rispetto ai fatti contestati nel 2014 dinanzi alla Corte di Strasburgo. Prima ancora che nel ruolo di ministro, ho lottato contro la Terra dei Fuochi e per la tutela dei cittadini come generale dei Carabinieri. Questo Governo da subito è sceso in campo con un piano d’azione concreto, e dalla partecipazione a due comitati per l’ordine pubblico e la sicurezza, a Napoli e Caserta, è emerso che il numero dei roghi è in diminuzione, così come la dimensione.

 

Questo significa interventi più tempestivi ed efficaci, visto che la catena degli interventi e delle responsabilità è stata chiarita”. E ha aggiunto poi: “Sono sempre stato lì, in quel territorio a rappresentare questo grande dramma. Oggi la Terra dei Fuochi è diventata un simbolo di quel territorio e di tutti quei casi dove c’è un’aggressione ambientale alla natura e alla salute delle persone. Questo atto avviato dalla Corte di Strasburgo ci conferisce maggior forza”.

Alessandro D'Orazio

Classe 1992. Una laurea in Giurisprudenza ed una in Operatore giuridico d’impresa. Nel mezzo l’azione: paracadutista, sommozzatore e pilota d’aerei. Classicista convinto, quanto Cattolico. Appassionato di viaggi, lettura e scrittura. Un’esistenza volta alla costante ricerca delle tre idee che reggono il mondo: il Bene, la Giustizia e la Bellezza. Senza mai perdere di vista la base di ogni cosa: l’Umanità. Se fosse nato sostantivo, sarebbe stato il greco aretè e cioè, la disposizione d’animo di una persona nell’assolvere bene il proprio compito. La frase che lo descrive: “Darsi una forma, creare in se stessi un ordine e una dirittura”. Il tutto allietato da un bel dipinto di Giovanni da Fiesole.