Un dibattito continuo…

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di Rosario Pesce

Quello fra virologi è il dibattito principale, che nel corso degli ultimi mesi ha animato i talk show televisivi, a tal punto che molti di loro sono divenuti dei veri e propri divi del piccolo schermo, prendendo il posto dei politici che hanno, mediamente, un seguito minore.

In particolare, molte sono le questioni dibattute fra i rappresentanti del mondo scientifico che si dividono su tutto: chi è a favore del vaccino, chi comincia ad essere contrario; chi sponsorizza l’uso del cortisone nel trattamento terapeutico, chi lo avversa; chi è a favore di norme più prudenti e chi, invece, sponsorizza l’apertura totale di negozi ed attività; chi è a favore dell’ospedalizzazione dei pazienti e chi difende le cure domiciliari.

Insomma, le tesi più diverse trovano dimora negli incontri televisivi, a dimostrazione del fatto che, in primis, la medicina non è una scienza esatta, come la fisica o la chimica.

Peraltro, è sensazione molto forte che queste tesi siano, in qualche modo, dettate più dai condizionamenti della politica, che non da effettive istanze dimostrate della scienza, visto che nella battaglia contro il Covid la stessa scienza ha palesato obiettivi limiti, se a distanza di oltre un anno non esiste un protocollo unico nella cura del morbo.

Ed, allora, alle prossime elezioni politiche dovremo aspettarci che qualcuno di questi virologi scenda in campo?

Non è improbabile che questo possa avvenire, ma invero noi gradiremmo molto che l’autonomia delle scienze dalle istanze della politica venga ribadita con forza, visto che nel 1600 la nascita dei moderni saperi sperimentali poté consumarsi perché qualche scienziato coraggioso ebbe l’ardire di distinguersi dal potere politico per antonomasia, che in quel momento storico era rappresentato dalla Chiesa.

La costruzione di nuovi eroi del piccolo schermo non può che danneggiare gli stessi scienziati, che rischiano di intraprendere un percorso che, di per sé, poco o nulla a che fare con le provette dei laboratori e con i posti letto degli ospedali: perché, allora, non tornare a tempo pieno in corsia ed abbandonare gli studi televisivi, visto che la vera trincea è quella?

 

 

Dirigente scolastico, dapprima nella secondaria di primo grado e, successivamente, nella secondaria di II grado. Gli piace scrivere di scuola, servizi, cultura, attualità, politica. I suoi articoli sono stati già pubblicati da riviste specialistiche, cartacee ed on-line, e da testate, quali: Tecnica della scuola, Tuttoscuola, Edscuola, Ftnews, Contattolab.