Napoli vs Lazio 4 a 1 – Giudizi e voti di Pasquale Lucchese

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Reina: Inoperoso, gioca molto con i piedi. Voto 6

Tonelli: Torna in campo dopo diversi mesi, si disimpegna bene dopo un inizio non semplice. Voto 6

Koulibaly: Meno sontuoso di quanto ci ha abituato. Voto 6+

Hysaj: Come l’intero Napoli migliora nella ripresa, quando è autore di una prestazione maiuscola. Voto 7

Rui: In difficoltà nella prima frazione, poi cresce e si regala, in condominio con Zielinsky, la rete del 3-1. Voto 7

Hamsik: Soffre la vivacità e il pressing asfissiante ospite. Per problemi fisici è costretto a non rientrare dagli spogliatoi. Voto 6

Allan: Moto perpetuo, corre, recupera palloni, non si ferma mai e partecipa anche alla fase di impostazione. Voto 7.5

Jorginho: Assist per il pari FONDAMENTALE di Callejon sul finire di primo tempo, poi pazzesco nella seconda parte di gara, partecipa da protagonista ad una delle più belle azioni-gol mai viste sul pianeta Terra! Voto 8+

Callejon: I tempi di smarcamento e il controllo sul FONDAMENTALE pareggio sono da insegnare nelle scuole calcio, per quanto certi talenti sono innati! Propizia l’autorete che spiana la strada al Napoli. Strepitoso. Voto 8+

Insigne: Sfiora la gioia personale in un paio di occasioni, non segna ma trascina con il suo talento la squadra. Voto 7

Mertens: Conclude con un tocco felpato un’azione deliziosa. Si muove sull’intero fronte d’attacco biancoceleste, spina nel fianco. Voto 7+

Subentrati:

Zielinsky: Spacca la gara, il 3-1 è anche un po’ suo, quanto fatto sul poker azzurro è emozione pura. Voto 8+

Rog: Ha voglia di mettersi in mostra. Voto 6

Maggio: Pochi minuti per l’eterno vicentino napoletano! Voto 6

Sarri: Questo Napoli Lazio ha molti punti in comune con la sfida dell’Olimpico. Nella prima frazione, i suoi ragazzi appaiono nervosi e frenetici, la Lazio approfitta di un buco difensivo, fa gol, si difende con ordine, e fa paura quando attacca in ripartenza.

Nel finale di tempo, l’invenzione sull’asse Jorginho – Callejon regala un pari tanto ‘improvviso’, quanto FONDAMENTALE.

Nella ripresa c’è solo il Napoli, gli azzurri sembrano tornare se stessi, ansia e frenesia lasciano posto alla qualità dei singoli e del gioco. La Lazio appare un pugile che, dopo aver dato il massimo, inizia a prendere colpi senza riuscire a opporre resistenza. I ragazzi di Sarri dilagano, trionfano ed emozionano i loro tifosi. In pochi minuti risultato ribaltato, poi il poker, servito come pochi giocatori e poche squadre possono e sanno fare, illumina di Calcio la notte del San Paolo.

Tripudio di Partenope, ma la guerra calcistica è ancora lunga.
Sarebbe bello, per davvero, che si pregasse la Dea Bendata di non dimenticare i calciatori azzurri, sarebbe bello capire che questa squadra e questo mister e questa società vanno solo supportati, senza fazioni e senza divisioni.

Sarebbe bello dimenticare l’avversario che ci sta costantemente col fiato sul collo, nonostante la nostra spaventosa media punti, sarebbe bello ricordarci che siamo ancora noi, e solo noi, gli artefici del nostro destino.

Sarebbe bello vivere quest’annata con la consapevolezza che quanto andava fatto è stato fatto (società), che quanto dev’essere fatto, sta venendo fatto (squadra e mister).

Sarebbe bello capire, una volta e per sempre, che questi ragazzi e il loro condottiero hanno puntato tutto su se medesimi, a noi non resta che supportarli e credere nella loro ‘puntata’.

La squadra vista nel primo tempo, per la prima volta, al netto della forza e delle qualità capitoline, è apparsa sentire la tensione del fiato altrui, la paura di non farcela, per la prima volta si è ‘immedesimata’ nella piazza, che vive (in) questo terrore ogni week-end.
Infondiamo serenità alla squadra, e se proprio non ci riusciamo, auspichiamoci che i ragazzi e il mister continuino ad isolarsi.

Arbitro: Match spigoloso nel primo tempo, se la cava con mestiere ed esperienza. Voto 6

Lazio: Otto reti al passivo tra andata e ritorno per la compagine di Simone Inzaghi, che lotta, un po’ a sorpresa, per il terzo posto con i cugini giallorossi e l’inter di Spalletti. Diverse individualità importanti e un gioco a tratti piacevole.

Pasquale Lucchese

Nato 34 anni fa a Napoli, da sempre residente a Casoria. Laureato in Storia alla Federico II, militante politico, impegnato nel mondo dell'associazionismo e del volontariato. Oltre alla storia, e alla politica, l'altra passione è il calcio, in particolare il Napoli. Il colore preferito è, ovviamente, l'Azzurro!