Folla oceanica a Londra per respingere la Brexit

Condividi su
Share

È stata impressionante la manifestazione che si è svolta sabato scorso per il centro di Londra.

La risposta a questi politici da quattro soldi che vogliono chiudere le frontiere, blindare i confini, erigere muri, riportare indietro le lancette della storia, fermare il progresso solo per compiacere un elettorato spaesato, sbandato, rancoroso, rozzo e fuori dal tempo.

Una manifestazione pacifica, colorata, interrazziale, a cui hanno partecipato, oltre gli inglesi, tanti europei che vivono e lavorano nel Regno Unito.

Chiedono un secondo referendum per respingere la Brexit.
Peraltro, non ci sarebbe alcun tradimento della volontà popolare visto e considerato che il primo referendum era consultivo e non vincolante. A meno che non si abbia paura che il popolo abbia cambiato idea o più semplicemente che non sia più permesso a Putin di interferire.

C’è una nube tossica che si aggira per l’Europa che appena soffierà un po’ di vento contraria sarà ricacciata nella saitella da dove è partita.

Da Londra, capitale della cultura, del rock, dei musei, del libero pensiero, della modernità, dell’accoglienza, della creatività, delle scienze, si propagherà per tutto il continente.

E questa triste e crudele stagione di lestofanti, al potere, sarà presto archiviata.

Gianluca Spera

Gianluca Spera, classe 1978. Di professione avvocato da cui trae infinita ispirazione. Scrittore per vocazione e istinto di conservazione. I suoi racconti “Nella tana del topo” e “L’ultima notte dell’anno” sono stati premiati nell’ambito del concorso “Arianna Ziccardi”. Il racconto “Nel ventre del potere” è stato pubblicato all’interno dell’antologia noir “Rosso perfetto-nero perfetto” (edita da Ippiter Edizioni). Autore del romanzo "Delitto di una notte di mezza estate" (Ad est dell'equatore)" Napoletano per affinità, elezione e adozione. Crede che le parole siano l’ultimo baluardo a difesa della libertà e dei diritti. «L'italiano non è l'italiano: è il ragionare», insegnava Sciascia. E’ giunta l’ora di recuperare linguaggio e ingegno. Prima di cadere nel fondo del pozzo dove non c’è più la verità ma solo la definitiva sottomissione alla tirannia della frivolezza.