Il Napoli ” ritrova ” Di Bello

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di Pasquale Di Fenzo

Circa mezzo secolo fa diedi l’esame per la patente di guida. Ore e ore passate a studiare su quei libretti che ti fornivano (a pagamento s’intende), le stesse autoscuole, per cercare di capire la differenza tra spinterogeno e batteria, tra cilindro e pistone, tra luci di posizioni e catarifrangenti. Tutte cose che imparai a memoria, ma che non ho mai capito, né applicato: se mi si ferma la macchina, io non apro neanche il cofano, anche perché rischierei di confonderlo col portabagagli, e chiamo il meccanico perché non ho la pretesa di risolvere problemi di cui non capisco niente e preferisco affidarmi a gente competente e del mestiere.

Lo stesso dicasi per situazioni molto più impegnative: se desidero dei chiarimenti sulla Costituzione, cerco di leggere l’opera di qualche illustre giurista. Se devo fare degli investimenti, non con l’auto di cui sopra, chiedo a un esperto finanziario. Se scoppia una pandemia mi affido agli scienziati. E mi vaccino, senza perdere tempo a cercare cure alternative su internet. Ogni riferimento a fatti o persone realmente esistenti è assolutamente voluto. Ma questo è un altro discorso.

Tornando al paraustiello iniziale, la cosa che mi faceva impazzire di quei quiz erano i disegnini che raffiguravano gli incroci con le automobiline colorate. Chi passa per primo? L’autovettura A si porta al centro della carreggiata liberando la destra all’autovettura B, la quale passa liberando a sua volta la destra all’autovettura A che solo adesso può svoltare a sinistra. Tutte balle, di fatto passa per primo chi è più veloce e arrogante. Non so perché, ma mi ricorda tanto il regolamento del VAR, dove ogni arbitro fa il cavolo che gli pare. Nella prima giornata di campionato di due anni fa, in Fiorentina-Napoli, fu fischiato un rigore contro Zielinsky che aveva colpito col braccio la palla mentre era di spalle e dopo aver ricevuto una ginocchiata al gomito che aveva determinato l’impatto tra braccio e pallone. Tutto a posto!

Ci dissero che da quel momento ogni tocco di mano in area, anche involontario, avrebbe determinato un calcio di rigore. Poi De Ligt cominciò a giocare a pallavolo e di fatto il regolamento fu adeguato al nuovo sport. Adesso nella prima giornata ci hanno fatto capire che ogni minima reazione di un giocatore strattonato determina un cartellino rosso e due giornate di squalifica. Tante ne ha avute Osimhen. Fa niente se a Zaza, allora ancora sotto il protettorato juventino, autore di un fallo molto più cattivo, fu data solo una giornata di squalifica. Casualmente si doveva giocare la sfida scudetto Juve-Napoli, col Napoli in vantaggio di un punto. Sempre casualmente Zaza segnò il gol della vittoria che consentì il sorpasso a poche giornate dalla fine e, di fatto, assegnò lo scudetto alla Juve.

E comunque se commetti un’infrazione al codice della strada puoi aspettarti una multa. Invece se sbagli al VAR, vieni anche premiato. Mazzoleni. quello di Pechino, dopo aver appeso il fischietto al chiodo, quest’anno continuerà a fare danni al VAR. Di Orsato, che, dopo il più grande crimine commesso contro l’umanità calcistica in Inter-juve, fu di fatto fermato per sette giornate, ci ricordiamo solo noi napoletani. E dobbiamo anche essere presi in giro quando dice che non vide bene perché era troppo vicino all’azione. Lui, che era ritenuto il miglior arbitro italiano del momento, rientrò infatti ad arbitrare alla quinta giornata del campionato successivo, più due giornate che mancavano alla fine di quel campionato.

Tutto in un assordante silenzio: nessun dirigente arbitrale si azzardò a specificare che quella era stata una punizione dovuta agli errori commessi. Non se lo potevano permettere di infangare ulteriormente uno scudetto già abbondantemente infangato. E ultimamente Calvarese, ha ammesso che Inter-juve dell’anno scorso (quella del doppio tuffo carpiato di Cuadrado con propedeutico rigore a favore), avrebbe potuto gestirla meglio!

Il danno e la beffa. O meglio, cornuti e mazziati. Ma al peggio non c’è mai fine. Le designazioni arbitrali della prossima giornata di campionato, se non fossero ridicole, sarebbero tragiche. A parte il ritorno dell’immarcescibile Mazzoleni al VAR di Udinese-Venezia, per Genoa-Napoli rivedremo il Sig, (si fa per dire) Di Bello, che l’anno scorso ha cambiato non solo gli assetti sportivi, ma pure quelli geografici, economici, politici e sociali dell’attuale campionato di Serie A.

Senza la sua porcata perpetrata in Napoli-Cagliari, oggi la juve sarebbe in EL, il Napoli in Champions, il Benevento in serie A e il Cagliari in B: un altro mondo! E questa considerazione non vuole essere assolutamente un’attenuante per i giocatori, i tecnici e i dirigenti della SSCN. Anzi, caso mai, è un’aggravante, perché dopo aver subito quella porcata il Napoli non solo avrebbe dovuto e potuto battere il Verona, ma se lo sarebbe dovuto magnare!

Mi costa dirlo, ma forse ha ragione ADL, di cui tutto si può dire, tranne che sia stupido: deve aver capito che è inutile spendere soldi per rinforzare la squadra finché ai vertici del calcio italiano ci sarà gente di questa risma. Aspettando Calciopoli.3.0, perché non siamo noi che siamo complottisti e sospettosi, siete voi che siete una chiavica.

 

Pasquale Di Fenzo, PDF per gli amici, tifoso di Napoli prima che del Napoli. Non lesina critiche a Napoli e al Napoli, ma va “in freva” se qualcuno critica Napoli e il Napoli. Pensa di scrivere, ma il più delle volte sbarèa. L’obiettività è la sua dote migliore. Se il Napoli perde è colpa dell’arbitro. O della sfortuna. Sempre. Se vince lo ha meritato. Ha fatto sua una frase di Vujadin Boskov, apportando però una piccola aggiunta: “è rigore quando arbitro fischia, a favore del Napoli”. E’ ossessionato da Michu che, solo davanti alla porta del Bilbao passa la palla ad Hamsik invece di tirare in porta. Si sveglia di notte in un bagno di sudore gridando “Tira! Tira!”.