“Nottetempo”, il libro di Mariateresa Belardo presentato al Castello di Casapozzano

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E’ stato presentato venerdi 6 febbraio, nella suggestiva ed imponente cornice del Castello di Casapozzano, “Nottetempo”, il libro di Mariateresa Belardo, edito da Alessandro Polidoro.
Gremita la sala convegni del Castello, che per l’occasione ha ospitato anche una personale della pittrice e scultrice Claudia Mazzitelli, le cui opere hanno suscitato l’interesse e la curiosità di tutti i presenti. Notati in sala, oltre a numerosi amici e colleghi dell’autrice, l’avv. Vincenzo Pastena, che ha fatto gli onori di casa, e il Dott. Vincenzo Caso, Sindaco di Frattaminore, interessato a presentare il libro anche nella sua città.
Mariateresa Belardo, classe ’71, è una giornalista napoletana che da oltre un anno collabora con “Il Domenicale” in pianta stabile e tutta la redazione del giornale ha partecipato con grande emozione ed entusiasmo all’evento.
A presentare il ricchissimo parterre di relatori l’editore Alessandro Polidoro. “Ogni libro è autobiografico, ed in ogni libro l’autore lascia sempre delle tracce di sé, della sua storia, del suo vissuto, che sta al lettore percepire e interpretare”, ha esordito Polidoro, che ha subito ceduto la parola allo scrittore Elio Serino. Nel suo intervento, Serino ha anzitutto mostrato apprezzamenti per il coraggio che ha caratterizzato sia l’autrice, nel decidere di cominciare a mettere nero su bianco pezzi di sé e della sua storia, sia la stessa casa editrice, che si è lasciata convincere, senza alcuna remora, da questa opera.

“Nottetempo è una storia che non ha né spazio né tempo e che potrebbe essere raccontata nel 1300 così come ai giorni nostri”, ha dichiarato Serino. “Uno scritto a tratti claustrofobico, che esprime un disagio quasi esistenziale, con una fabula scarna che, come un imbuto, costringe il lettore a concentrarsi, giocoforza, su un unico personaggio. Un buon libro non serve a darci delle risposte, ma a suscitare in noi delle domande. Se così è, il libro ha fatto il suo dovere. Ed io con questa opera mi sono fatto molte domande”.
A seguire la poetessa Rosanna Bazzano che ha declamato alcuni versi di una poesia di Salinas che richiama i temi di Nottetempo e, tra il serio ed il faceto, ha analizzato l’opera dal punto di vista femminile: “Ognuna di noi donne si può ritrovare in questa storia, può rivedersi nella protagonista e può rintracciare gli atteggiamenti del suo uomo. La donna raccontata vive una dipendenza affettiva da un uomo, il fuggitivo, che gioca contemporaneamente il ruolo di Peter Pan e Capitano Uncino. E si ritrova in un pantano da cui, però, la sua parte razionale prova a tirarla fuori”. E forse ci riesce.
Apprezzatissimo e di grande impatto l’intervento di Enrico Ariemma, professore di lingua e letteratura latina presso l’Università di Salerno, che ha intrattenuto i presenti con numerosi riferimenti ad autori della lettura classica e moderna, da Omero a Leopardi- del quale ha declamato alcuni versi-, fino ad arrivare a citare Javer Marìas e il suo libro “Gli innamoramenti”,un romanzo d’amore in cui l’autore racconta una storia da una prospettiva tutta femminile. “ Ciò per indicare che non esiste, a mio giudizio, una letteratura femminile ed una maschile: la scrittura è tale perché è costruzione formale, è oggettivazione, è insieme di personaggi”, ha spiegato Ariemma. “ Interessante e ricca di spunti è la costruzione formale del testo, con un finale del tutto aperto che potrebbe anche far pensare ad un lieto fine (perché no?)”. Ariemma si è poi soffermato sui personaggi, illustrando che “Il personaggio maschile, in realtà, non c’è, ma viene soltanto evocato in absentia, mentre lei, la protagonista, si rammarica perché non è riuscita a dormire con lui. E tutti riusciamo ad immaginare la profondità di questa sensazione, in quanto l’atto del “dormirsi”, presuppone una intimità profonda, molto più di quella richiesta dal semplice atto sessuale”. E questa stessa donna dichiara di aver perso la dignità, “ma trova in se stessa la forza di uscire fuori da questa situazione”, ha concluso Ariemma, “ quando pronuncia la parola chiave: ossessione”.
“Un libro dallo stile fine e raffinato”, ha commentato il critico letterario Ino Fragna, “ L’autrice ha scritto la storia probabilmente dopo averla vissuta, almeno in parte, e l’ha per questo stilizzata. La chiave di lettura del testo, come spesso avviene, non deve essere “comoda”, tutt’altro. Si nota come l’opera sia frutto di una grande battaglia interiore, che però lei stessa dimostra di vincere nel momento stesso in cui la racconta”.
A conclusione degli interventi e tra gli applausi del pubblico ha preso la parola l’autrice, visibilmente emozionata dall’affetto e dal calore che i presenti le hanno in ogni modo dimostrato e che si è commossa quando ha salutato e ringraziato i suoi figli, seduti in prima fila: “Anche io, come la protagonista del libro, sono una dipendente affettiva,lo riconosco. Non ho la pretesa di essere una scrittrice, ma solo una donna che, ad un certo punto della sua vita, ha avuto voglia di raccontare la sua storia, pensando che potesse servire a qualcuno. E ringrazio tutti coloro che in questo progetto mi hanno sostenuta ed incoraggiato, tutti voi che siete qui e chi ha aspettato l’alba insieme a me”.
“Nottetempo” sarà presentato il 24 Febbraio al foyer del Teatro Bellini di Napoli ed ancora nei prossimi mesi a Casoria, Frattaminore, Orta di Atella, Frattamaggiore e Marcianise.

Gilda Longhi

Classe ’85, una laurea specialistica in Economia e gestione delle imprese nel cassetto e un tesserino da giornalista pubblicista nel portafogli. Permalosa e testarda, non perde occasione per “fare polemica” ed è definita dai suoi amici come una “presenza che si fa sentire, una che pensa una cosa e ne fa cento”. Cattolica, appassionata di musica e libri, adora stare in mezzo alla gente. Si è avvicinata al giornalismo nel 2008 quasi per caso e da allora non lo ha più lasciato: scriverebbe sempre (se solo glielo lasciassero fare!). Ha una insana passione per la politica e per il territorio in cui vive.