Prescrizioni scolastiche anti-Covid: le nuove proposte del Ministero dell’Istruzione

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di Alessandro D’Orazio

La bozza delle Linee guida del Ministero dell’Istruzione per la riapertura a settembre delle scuole contiene numerose proposte innovative, che nelle prossime settimane dovranno essere vagliate dall’esecutivo. Tra le varie indicazioni si segnalano novità sulla formazione del personale docente e Ata. A causa dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 in molti si sono infatti interrogati sull’adozione di misure per aumentare l’organico docente e Ata, anche e soprattutto in funzione delle nuove regole che verranno introdotte. 

Il mese scorso la viceministra all’Istruzione Anna Ascani, in una intervista rilasciata al Corriere della Sera, aveva anticipato la possibilità da parte del governo di disporre di un miliardo di euro “per assumere altri professori e personale Ata: ma prima dovremo capire bene di che cosa c’è bisogno”.

In particolare, le nuove e stringenti prescrizioni da adottare in vista della possibile riapertura delle scuole fanno sì che le esigenze di personale siano soprattutto quelle relative ad assistenti e bidelli. Con più spazi da gestire e più pulizie da fare, servirà infatti il determinante apporto di questa tipologia di personale.  

Inoltre va detto che un’altra novità su cui le Linee Guida del Ministero dell’Istruzione puntano è rappresentata dai cosiddetti “patti educativi di comunità”, cioè la messa a disposizione da parte degli enti locali di spazi per la scuola e, da parte delle associazioni di volontariato che già operano nelle scuole, di personale per “attività integrative” e/o “alternative alla didattica”.

Si tratta di associazioni che a vario titolo solitamente già collaborano per attività come musica, sport o teatro, ma che finora hanno sempre svolto il loro lavoro assieme o almeno in presenza degli insegnanti. Questi patti, dunque, serviranno per gestire “attività di sorveglianza e vigilanza degli alunni”.

In ogni caso, le varie proposte dovranno essere oggetto di apposito dibattito ed una decisione definitiva verrà presa solo più avanti quando saranno chiare le disponibilità di spazi, le criticità da rimuovere e le risorse finanziarie stanziate.

Alessandro D'Orazio

Classe 1992. Una laurea in Giurisprudenza ed una in Operatore giuridico d’impresa. Nel mezzo l’azione: paracadutista, sommozzatore e pilota d’aerei. Classicista convinto, quanto Cattolico. Appassionato di viaggi, lettura e scrittura. Un’esistenza volta alla costante ricerca delle tre idee che reggono il mondo: il Bene, la Giustizia e la Bellezza. Senza mai perdere di vista la base di ogni cosa: l’Umanità. Se fosse nato sostantivo, sarebbe stato il greco aretè e cioè, la disposizione d’animo di una persona nell’assolvere bene il proprio compito. La frase che lo descrive: “Darsi una forma, creare in se stessi un ordine e una dirittura”. Il tutto allietato da un bel dipinto di Giovanni da Fiesole.