Quel pasticciaccio brutto della Val Brembana, ovvero: ‘mbruoglio, aiutami!

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di Pasquale Di Fenzo

‘O fatto è chisto, statemi a sentire:
Putevano sta ‘a me quase ‘nu palmo, quando l’ispettore se fermaje ‘e botto, s’avote e, tomo tomo… calmo calmo, dicette all’incazzoso Gasparotto: “Da voi vorrei saper, alla bisogna, con quale cura e com’è che poi giocate, ogni tre giorni senza accusare la minima sbrevogna”. Apriti cielo! Il povero ispettore dell’antidoping, che stava semplicemente facendo il suo lavoro di routine, è stato di fatto fermato, assalito, insultato e, al momento non ci è dato ancora sapere (quando si dice il giornalismo di inchiesta!), se poi sia riuscito a portare a termine l’incombenza che gli era stata assegnata: controllare la pipì dei giocatori dell’Atalanta dei miracoli.
Chissà perché mi viene in mente una scena del film “Angeli con la pistola”: “Piccolo, picchia Faina!”, ordina il boss “Dave lo Sciccoso” a un suo scagnozzo, al fine di provocare una rissa per distogliere l’attenzione della polizia che stava per scoprire i suoi traffici illeciti.. A pensar male…con quello che segue.
Poi con noi napoletani, Gasperini parte con l’handicap, si trova nelle stesse condizioni di Arturo Santaniello nei confronti di Don Antonio Barracano: ci sta antipatico! Antipatia d’altronde ampiamente ricambiata. Per noi è una questione di pelle. Invece lui, forse, ne ha ben donde, fin da quando De Laurentiis, con la sua proverbiale coerenza, strappò un contratto praticamente già firmato e gli tolse la pazziella azzurra dalle mani.
Ma tornando al “pasticciaccio brutto” iniziale. Cosa rischia adesso Gasperini? Venti giorni di squalifica! “Troppo facile! Troppo comodo! Troppo conveniente!” risponde al violentatore della figlia che vuole rimediare col matrimonio, il padre della ragazza stuprata in “Sedotta e Abbandonata”. Dopo la sentenza, se condanna ci sarà, i giochi saranno praticamente fatti. A babbo morto!
Certo resta in piedi la finale di Coppa Italia, ma lui, a forza di inchinarsi al suo vecchio amore, “gli è venuto un callo all’ombelico”. Tanto per citare un’altra frase tratta dal film “Angeli con la pistola”. Sarebbe solo una volta in più. “Mister, quest’anno ve la giocate oppure gliela regalate come al solito? Gli gridò un inopportuno tifoso azzurro lo scorso anno, quando in gioco, oltre alla qualificazione Champions c’erano pure delle residue speranze di aggancio scudetto. “Coglione!” fu la signorile risposta del tecnico bergamasco, parafrasando il carbonaio e quasi omonimo Gasperino del Marchese del Grillo: “Io so’ io e voi non siete un c…”. Un suo dirigente invece, andò addirittura oltre: “Terrone di merda!”.
Chissà, forse quell’impertinente tifoso azzurro aveva toccato troppi nervi scoperti. All’epoca si parlò di probabili squalifiche, poi il già citato proverbiale giornalismo di inchiesta italiano, ha lasciato che le cose andassero nel dimenticatoio. Cosa che probabilmente accadrà pure adesso. Ma si sa, Gasperini per i giornali sportivi italiani, resta un misto tra Guardiola, Klopp e Fergusson. Fa niente se, con una rimessa laterale a favore da battere, senza quei maledetti sette secondi finali (e fatali) di Sassuolo-Napoli, adesso starebbe dietro a Gattuso per gli scontri diretti.
Provate solo a pensare se lo stesso “pasticciaccio brutto” fosse successo al Sarri pre-sabaudo, quando lo scorticavano vivo per le sue tute, per le sue sigarette per la sua barba lunga e per il suo colorito dialetto tipicamente toscano. “Lo aspettiamo nel dopo partita per fargli il culo” scappò detto al mite e prossimo disoccupato Beppe Bergomi, Neanche dopo aver ottenute le vittorie juventine sono riusciti a dimenticarsi della “scorza napoletana” che si porterà sempre addosso, per il solo fatto di aver allenato il Napoli.
Quell’anno i giornali di tutta Europa titolarono di furti e scandali italiani. Ma in questo i giornali italiani sono sovranisti: dispiegarono, al solito, tappeti rossi ai vincitori dello scudetto più pezzottato di sempre della storia del calcio non solo italiano. La stessa cosa che adesso stanno facendo col “Maestro Pirlo”. Ma maestro de che? Io la risposta ce l’avrei pure, ma mica sono scurrile e incazzoso come Gasperini!
Nel “pezzo” sono ricordati e/o citati capolavori di Carlo Emilio Gadda, Totò, Frank Capra, Eduardo, Pietro Germi e Alberto Sorsi, cui chiedo, a tutti, umilmente scusa per gli irriverenti accostamenti.
Pasquale Di Fenzo

Pasquale Di Fenzo, PDF per gli amici, tifoso di Napoli prima che del Napoli. Non lesina critiche a Napoli e al Napoli, ma va “in freva” se qualcuno critica Napoli e il Napoli. Pensa di scrivere, ma il più delle volte sbarèa. L’obiettività è la sua dote migliore. Se il Napoli perde è colpa dell’arbitro. O della sfortuna. Sempre. Se vince lo ha meritato. Ha fatto sua una frase di Vujadin Boskov, apportando però una piccola aggiunta: “è rigore quando arbitro fischia, a favore del Napoli”. E’ ossessionato da Michu che, solo davanti alla porta del Bilbao passa la palla ad Hamsik invece di tirare in porta. Si sveglia di notte in un bagno di sudore gridando “Tira! Tira!”.