Ecodistretto: il No della città di Casoria.

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Sulla questione interviene anche il neo Amministratore Unico di Casoria Ambiente S.p.A.

 

CASORIA – E’ del 15 novembre scorso l’approvazione tramite delibera, da parte della Giunta Comunale di Napoli, di uno studio di fattibilità per la realizzazione di un ecodistretto nella zona al confine tra Casoria, Casavatore e Napoli. L’area individuata, di circa 28.000 mq, di proprietà di Asia Napoli S.p.A. (società in house del Comune di Napoli), è in Via Provinciale Casoria, nel quartiere San Pietro a Patierno. La notizia, subito balzata agli onori della cronaca per le conseguenze negative che dalla stessa potrebbero nascere, ha creato non poco scompiglio in Città e, sin dai primi momenti della sua diffusione, cittadini ed associazioni hanno lanciato raccolte firme e petizioni online per dire “No” all’impianto.

Dello stesso avviso le istituzioni sovraterritoriali, rappresentate a Casoria dai Consiglieri Regionali Tommaso Casillo e Antonella Ciaramella e l’amministrazione locale, con il Sindaco Pasquale Fuccio che si è schierato in prima linea contro la realizzazione di quello che, ideato come impianto per trattare la carta proveniente dalla raccolta differenziata, di fatto potrebbe diventare una gigantesca area di stoccaggio e trasferenza dei rifiuti. Il Consiglio Comunale di Casoria si è espresso all’unanimità contro l’impianto. Si è costitutito inoltre un asse istituzionale con la Municipalità di San Pietro a Patierno per fare fronte comune sulla questione. Successivamente alla sfiducia e alla conseguente caduta dell’amministrazione comunale, l’ex Sindaco Fuccio ha incontrato il Commissario Prefettizio Dott. Santi Giuffrè illustrandogli la situazione ed invitandolo a impugnare, entro il termine utile del 15 gennaio prossimo, la delibera della Giunta Comunale di Napoli dinanzi al TAR. Ad oggi, però, non sappiamo ancora si sia proceduto all’ impugnazione o no.

Le ragioni del dissenso ciò sono molteplici.

Anzitutto il Sindaco di Napoli non ha ritenuto opportuno condividere la scelta con i rappresentanti istituzionali dei territori dalla stessa interessati, tenuto conto anche del fatto che la competenza per la questione non risulta essere del Comune di Napoli bensì dell’Ente d’Ambito Napoli 1 (ATO Napoli 1) di cui, fino alla scorsa settimana, il Sindaco di Casoria Pasquale Fuccio era Presidente. Con le dimissioni di n. 14 Consiglieri Comunali davanti al notaio e la conseguente decadenza di Pasquale Fuccio Sindaco della Città di Casoria e Presidente dell’E.d.A. NA 1, è venuta meno, nei giorni scorsi, anche la possibilità concreta di far valere la posizione contraria della Città di Casoria alla costruzione dell’ecodistretto nell’unica sede realmente competente. Il territorio coinvolto, inoltre, divenuto proprietà di Asia Napoli SpA, Società in house del Comune di Napoli, e che per lo stesso rappresenta semplicemente una area periferica “adatta allo scopo”, risulta essere situato, nel concreto, nel pieno centro della Città di Casoria ed è questo l’elemento che maggiormente preoccupa la cittadinanza. E dunque, quella dell’ecodistretto rappresenta per molti versi una scelta non condivisa e non condivisibile, tecnicamente scorretta, politicamente unilaterale, socialmente dannosa e allarmante per cittadini ed istituzioni.

Abbiamo raggiunto il neo-amministratore unico di Casoria Ambiente SpA (Società partecipata del Comune di Casoria), Dott.Giacinto Giardini, che, di concerto con la posizione assunta da tutta la dirigenza della Società, ha tuonato in maniera chiara ed inequivocabile il suo “no” all’ecodistretto: “La realizzazione di un ecodistretto, che di fatto si traduce in una grande area di stoccaggio e trasferenza rifiuti, rappresenta senza alcun dubbio un grave danno per la città di Casoria; l’area interessata è densamente popolata e fortemente urbanizzata e su di essa insistono importanti funzioni pubbliche come diverse scuole, la Villa Comunale e la Caserma dei Carabinieri, oltre a numerose attività commerciali. Non possiamo e non dobbiamo cedere nei confronti di una decisione presa in maniera unilaterale dal Comune di Napoli probabilmente per sopperire alle difficoltà derivanti dalla saturazione di un’altra area di stoccaggio di rifiuti nel napoletano. Ne va della vivibilità e del benessere di intere comunità e le istituzioni non possono non tenerne conto. Sarebbe stata preferibile una consultazione preventiva anche tenendo conto che il progettato impianto impatta pressoché esclusivamente sulla popolazione di Casoria e considerando le possibili sinergie attuabili su progetti che non siano così smaccatamente penalizzanti per una sola comunità“.

E Casoria, di certo, non vuole diventare lo sversatoio di rifiuti della Città di Napoli.

Gilda Longhi

Classe ’85, una laurea specialistica in Economia e gestione delle imprese nel cassetto e un tesserino da giornalista pubblicista nel portafogli. Permalosa e testarda, non perde occasione per “fare polemica” ed è definita dai suoi amici come una “presenza che si fa sentire, una che pensa una cosa e ne fa cento”. Cattolica, appassionata di musica e libri, adora stare in mezzo alla gente. Si è avvicinata al giornalismo nel 2008 quasi per caso e da allora non lo ha più lasciato: scriverebbe sempre (se solo glielo lasciassero fare!). Ha una insana passione per la politica e per il territorio in cui vive.