Museo CAM: sale allagate, opere a rischio.

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Il Direttore Antonio Manfredi, che da sempre lotta tenacemente per questa “piccola” perla a nord di Napoli (il museo vanta una esposizione di opere bellissime su 3000mq di superficie), denuncia l’ennesimo atto grottesco e senza senso e l’indifferenza delle istituzioni.

Lo sfogo del Direttore non tarda ad arrivare: «La chiusura di alcune sale per infiltrazioni di acqua dovute alla mancanza di interventi così come promessi da parte dell’Amministrazione Comunale di Casoria non fermeranno il Museo CAM». «Continua, infatti, la nostra programmazione con le prossime mostre in programma venerdì 21 e 28 dicembre 2018 e venerdì 4 gennaio 2019».

Antonio Manfredi

«A settembre scorso a causa delle forti piogge e per la mancanza di adeguate misure di protezione si verificò un grave allagamento di 4 delle 10 sale espositive del museo. Alla richiesta del museo di aiuto seguì la promessa da parte dell’Amministrazione Comunale di Casoria di intervenire per il ripristino delle sale.

Promessa reiterata anche alla vigilia del progetto CAM/MAC presente nella programmazione delle festività natalizie del Comune. Nonostante queste promesse non si è provveduto in questi mesi alla sistemazione del museo CAM portando alla chiusura delle sale dove sono allestite le opere dei maestri napoletani dal secondo dopoguerra ad oggi, le opere dei maestri africani e quelle dedicate a Roberto Saviano. Opere d’arte che raccontano la storia artistica napoletana e internazionale non potranno essere fruite per la mancanza di aiuti concreti ad un museo che lotta da 15 anni contro il degrado dell’hinterland napoletano e contro la miopia di una classe politica che non comprende che solo grazie alla cultura sarà possibile far risorgere questo territorio martirizzato da decenni di malaffare» conclude così il Direttore.

Sperando vivamente che la situazione si possa risolvere nel minor tempo possibile, ci auguriamo che le istituzioni di Casoria intervengano al più presto per rimettere in sesto questo piccolo tesoro.

Emanuela Vitale

Studentessa di Giurisprudenza della Federico II a tempo pieno ma con tante, troppe, passioni. Su tutte spicca una che ha fin da quando le hanno insegnato a leggere: i libri. Ha iniziato a recensire libri grazie al sostegno del suo prof di inglese a sedici anni e, da allora, non si è fermata più. Un po’ Corvonero ma molto più Serpeverde, è una femminista che crede fermamente nella parità e nella democrazia ma, soprattutto, nella cultura. Ha nuotato per dodici anni e ha un acquario e un criceto.