Strage di Nassiriya: il 12 novembre 2003 l’uccisione di 19 italiani

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di Alessandro D’Orazio

 

Esattamente sedici anni fa, alle ore 10:40 ora locale, le 08:40 in Italia, un camion cisterna pieno di esplosivo scoppiò davanti l’ingresso della base MSU (Multinational Specialized Unit) italiana dei Carabinieri a Nassiriya. L’esplosione fece a sua volta saltare in aria il deposito munizioni della base provocando la morte di diverse persone tra Carabinieri, militari e civili. 

Il carabiniere Andrea Filippa, di guardia all’ingresso della base “Maestrale”, riuscì a uccidere i due attentatori suicidi, tant’è che il camion non esplose all’interno della caserma ma sul cancello di entrata, evitando così una strage di più ampie proporzioni. I primi soccorsi furono prestati dai Carabinieri stessi, dalla nuova polizia irachena e dai civili del luogo. Nell’esplosione rimase coinvolta anche la troupe del regista Stefano Rolla che si trovava sul luogo per girare uno sceneggiato sulla ricostruzione a Nassiriya da parte dei soldati italiani, nonché i militari dell’esercito italiano di scorta alla troupe che si erano fermati lì per una sosta logistica. 

Nel generale Bruno Stano, a quei tempi comandante del contingente italiano, il ricordo di quel triste evento è ancora chiaro e vivo: “Ero arrivato da circa un mese e quella mattina avevo appena finito il command update ed ero rimasto a parlare con il cappellano, padre Mariano. Eravamo a quindici chilometri dalla base italiana Maestrale, quando abbiamo sentito l’esplosione: il boato e poi una colonna di fumo. Ci siamo guardati scioccati. Abbiamo subito capito che si trattava di un attacco terroristico e quanto fosse grave. Il tempo di arrivare in sala operativa e fu subito chiaro quale dramma stavamo vivendo. A poco a poco il quadro si completava con il numero dei morti e dei feriti, ad ogni aggiornamento, c’era da sentirsi male”.

A distanza di sedici anni ricordiamo, dunque, i nomi dei 19 italiani che così tragicamente sacrificarono la propria vita: Massimiliano Bruno (maresciallo aiutante CC, Medaglia d’Oro di Benemerito della cultura e dell’arte), Giovanni Cavallaro (sottotenente CC), Giuseppe Coletta (brigadiere CC), Andrea Filippa (appuntato CC), Enzo Fregosi (luogotenente CC), Daniele Ghione (maresciallo capo CC), Horacio Majorana (appuntato CC), Ivan Ghitti (brigadiere CC), Domenico Intravaia (vicebrigadiere CC), Filippo Merlino (sottotenente CC), Alfio Ragazzi (maresciallo aiutante CC, Medaglia d’Oro di Benemerito della cultura e dell’arte), Alfonso Trincone (Maresciallo aiutante CC), Massimo Ficuciello (capitano EI), Silvio Olla (maresciallo capo EI), Alessandro Carrisi (primo caporal maggiore EI), Emanuele Ferraro (caporal maggiore capo scelto EI), Pietro Petrucci (caporal maggiore EI), Marco Beci (cooperatore internazionale) e Stefano Rolla (regista).

Alessandro D'Orazio

Classe 1992. Una laurea in Giurisprudenza ed una in Operatore giuridico d’impresa. Nel mezzo l’azione: paracadutista, sommozzatore e pilota d’aerei. Classicista convinto, quanto Cattolico. Appassionato di viaggi, lettura e scrittura. Un’esistenza volta alla costante ricerca delle tre idee che reggono il mondo: il Bene, la Giustizia e la Bellezza. Senza mai perdere di vista la base di ogni cosa: l’Umanità. Se fosse nato sostantivo, sarebbe stato il greco aretè e cioè, la disposizione d’animo di una persona nell’assolvere bene il proprio compito. La frase che lo descrive: “Darsi una forma, creare in se stessi un ordine e una dirittura”. Il tutto allietato da un bel dipinto di Giovanni da Fiesole.