“Try again, l’arte della sopravvivenza” un libro per chi non ha peli sullo stomaco

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a cura di Maura Messina

 Il titolo “Try again, l’arte della sopravvivenza” sembra scritto per sintetizzare lo stato d’emergenza in atto, ma si tratta di un thriller che nulla a che vedere con terribili virus, a meno che non si possano considerare tali certe “disumane nature umane”. In questi giorni stiamo vivendo un momento inaspettato, ci ritroviamo a trascorrere molte ore nelle nostre case, magari stravaccati sul divano e qual è il miglior modo per investire il tempo? Leggere un buon libro, ovviamente. Dalla libreria è saltato fuori “Try again, l’arte della sopravvivenza” e dopo averlo letto abbiamo contattato gli autori, Vittoria Iorio e Giano Vander, per parlare del loro romanzo.

 

Un libro nato a 4 mani, una parola per definirvi a vicenda

Vittoria: l’inusuale

Giano: la pazza

Raccontaci brevemente la trama senza svelare più del dovuto

Giano: un gruppo di ex agenti DEA deve portare a termine una missione suicida. Ma qualcosa va storto…

Come è nata la storia?

Vittoria: la storia nasce nel 2008 da un pomeriggio sonnolento di un’estate di città in cui l’unica cosa che poteva essere movimentata era la tastiera del pc.

Quando avete deciso di lavorarci insieme?

Giano: nel gennaio 2017, quando Vittoria mi vide parlare da solo al Centro di Salute Mentale e decise di fare un’opera di beneficenza (ride)

Quanto dello scrittore/della scrittrice è presente nei personaggi del romanzo?

Vittoria: nulla c’è di noi in questa linea temporale ma se fossimo stati narcotrafficanti saremmo stati esattamente come ci descriviamo nel libro

Che consiglio daresti a chi si approccia per la prima volta alla scrittura?

Vittoria: di stare attento ad avere idee. La tecnica si impara ma i personaggi, i tempi, i moventi, gli alibi, i colpi di scena e il resto o sono già in mente o non verranno mai partoriti neanche con la migliore tecnica.

Come nasce la tua passione per la scrittura?

Giano: mi innamorai dell’antologia dei Nanoracconti curata da Pietro Damiano. Da quel momento decisi di percorrere quella strada. E finii in terapia (ride di nuovo)

Hai a disposizione 40 parole per convincere il lettore ad acquistare Try Again

Giano: Try Again è un romanzo che sa di assenzio: da gustare a piccoli sorsi per poi attenderne, lentamente, gli effetti. Se vi piacciono le emozioni forti, il linguaggio sboccato e le situazioni violente e pericolose, questo è il romanzo che fa per voi. In caso contrario, potete sempre ripiegare su Fabio Volo o Elena Ferrante.

Scegli una citazione dal libro, senza specificare il motivo

Vittoria: lascio la mia macchina e salgo su quella che per me è solo una freccia che mi porta al bersaglio, quello dei soldi facili. Papà me lo diceva sempre che non era reato rischiare la vita solo se il compenso era più che degno. Per un attimo chiudo gli occhi. Mio padre. Mi manca.

 

C’è un messaggio che vorresti fosse colto dal lettore?

 

Giano: separare sempre lo scrittore “personaggio” e la maschera che indossa nella sua dimensione artistica da quello che è nella vita reale.

 

Try again non è un romanzo per tutti, il linguaggio usato è molto diretto ed è talmente vivo da catapultare il lettore nella storia come fosse un film. Se siete facilmente impressionabili questo libro non fa per voi, ma se siete pronti ad affondare i vostri sensi nella natura umana, dove per natura umana, intendiamo quel mix di vizi e perversioni che non ammetteremo mai possano appartenerci, allora sì, avete trovato il romanzo che fa per voi.

 

Per seguire “Try again, l’arte della sopravvivenza” edito da GDS edizioni:

 

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Acquistabile su:

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E-book su:

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Maura Messina

Maura Messina, art-designer napoletana, classe 1985. Da sempre sensibile alle tematiche ambientali, in particolare al dramma della terra dei fuochi. Dal 2014 collabora con varie testate giornalistiche. Autrice del libro illustrato autobiografico “Diario di una kemionauta” e del romanzo distopico “4891 la speranza del viaggio”, editi da Homo Scrivens. Ha partecipato a numerose mostre d’arte come pittrice. Il suo motto è: per cambiare il mondo basta napoletanizzarlo.