Napoli vs Atalanta 0-2: giudizi e voti di Pasquale Lucchese

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Reina: Incolpevole sulle reti, un paio di interventi non difficili. Voto 6

Albiol – Maksimovic: Soffrono la fisicità di Petagna, in perenne affanno a causa dell’imprevedibilità offensiva dei bergamaschi. Voto 5+ – 5

Hysaj – Ghoulam: Gomez e soprattutto Spinazzola annullano l’albanese; sull’altra fascia, l’algerino prova quanto meno ad offendere, ma non indovina un cross. Voto 4 – 5+

Hamsik: Mai in partita. Voto 4.5

Diawara: Primo tempo disastroso, leggermente meglio nella ripresa. Voto 5

Zielinsky: Ci prova con qualche tiro da fuori, ma anche lui naufraga nella serata horror degli azzurri. Voto 5

Mertens: La punizione che Berisha devia sulla traversa, spreca un’occasione d’oro sullo 0-1. Voto 5+

Callejon: In evidente difficolta, più mentale che fisica. Non capitalizza di testa un pallone più facile da insaccare che da spedire a lato; con l’Atalanta era già successo, a Bergamo nella seconda stagione di Benitez. Voto 5-

Insigne: Scheggia la traversa sullo 0-0, vivace a tratti confusionario, si spegne con il passare dei minuti. Voto 6-

Subentrati:

Milik: Ci prova ma non è lucido. Perde il pallone che vale il raddoppio orobico. Voto 5

Pavoletti – Maggio: S.V.

Sarri: Lo abbiamo detto da inizio stagione e non ora dopo una pesante e stra-meritata sconfitta interna: era nella gestione della rosa (dosaggio delle energie fisiche e mentali) e nella lettura delle partite (duttiltà tattica) che il mister doveva fare il vero salto di qualità; dopo 6 mesi tra campionato e coppe appare evidente che questo fondamentale step non ci sia stato. Non conosciamo Rog, giovane ma pur sempre nel giro della Croazia e protagonista fino ad agosto nei preliminari di Champions con la Dinamo; un nazionale ed ex Juve come Giaccherini usato con il contagocce; Strinic che non ha demeritato quando sceso in campo, solo perché Ghoulam impegnato in Coppa d’Africa, nuovamente sparito nei meandri nella panchina, senza parlare di Diawara ‘scoperto’ dopo tre mesi ed ora inamovibile o quasi a scapito di Jorginho, di Tonelli, Chiriches, finanche di Maggio.

Al netto dei minutaggi però, è la gestione della rosa nella sua interezza a non convincere e a lasciare perplessi. Per l’attuale congettura storica della nostra serie A, la rosa è competitiva per la piazza d’onore, vale il terzo o nella peggiore delle ipotesi, il quarto posto, così come vale il superamento del girone Champions più abbordabile mai beccato nella nostra ‘breve’ vita europea, ma andrebbe sfruttata con più elasticità e soprattutto coraggio, soprattutto alla vigilia di una settimana che può valere un’annata.

Di AdL e della pseudo-società abbiamo già scritto tanto, i limiti di una gestione ‘bottegaia’, di una non programmazione ‘immobilare’ (stadio e strutture per allenamenti e giovanili) sono lampanti e atavici, ma la rosa costruita, ovviamente migliorabile (sugli esterni bassi ad es.), vale gli obiettivi societari (navigare nelle primissime posizioni in Italia, restare e stabilizzarsi nel giro europeo), che non sempre coincidono con quelli dei tifosi (vincere il tricolore !!!).

Un solo dato: contro le compagini che occupano le prime 6 posizioni, gli azzurri hanno ottenuto 4 punti (3 con l’Inter e 1 con la Lazio) in 6 gare, perdendo due volte con i Berghem, in casa con la Roma e con la Juve in Piemonte.

L’Atalanta ha dominato, forse il solo episodio che poteva cambiare l’esito della gara è la traversa pizzicata da Insigne sullo 0-0. Per il resto, i nerazzurri hanno messo in campo agonismo, determinazione, organizzazione, concentrazione e qualità, tutte caratteristiche che a noi sono pericolosamente mancate. Tra andata e ritorno 6 punti lasciati e zero reti all’attivo, e forse le due peggiori prestazioni del Napoli sarriano post Empoli dello scorso anno.

Arbitro: Espulsione per doppia ammonizione corretta, gara non difficile. Voto 6

Atalanta: Frettolosamente l’avevo bollata come formazione capace di una semplice salvezza dopo la gara d’andata. Mi sbagliavo, e anche di molto, benché sia stato proprio quel match vinto 1-0 vs un mai pervenuto Napoli reduce dalla vittoria con il Benfica, a salvare dall’esonero Gasperini e a dare inizio ad una stagione inaspettata e formidabile. La dea è l’unica sorpresa, l’unica nota lieta di una serie A ripetitiva, noiosa e sempre identica; tanti giovani che frutteranno milioni di euro nelle casse della società lombarda e quel Gomez che meriterebbe/avrebbe meritato palcoscenici ben più prestigiosi.

Da farci la spesa a giugno (Conti e da stasera aggiungo Spinazzola, senza dimenticare Kessié), benché senza esperienza e con i giovani non si vince (Cit.) … e per ‘par-condicio’: “Li prende a 15-20-25 milioni e li rivende a 40-45-50, lui ingrassa il portafoglio, noi il fegato e non vinciamo mai niente !!”…. L’eterno ritorno che divide in fazioni, che illude e delude, che fa esaltare ed un minuto dopo disperare, che ossessiona la vita di noi tifosi di Partenope…

Pasquale Lucchese

Nato 34 anni fa a Napoli, da sempre residente a Casoria. Laureato in Storia alla Federico II, militante politico, impegnato nel mondo dell'associazionismo e del volontariato. Oltre alla storia, e alla politica, l'altra passione è il calcio, in particolare il Napoli. Il colore preferito è, ovviamente, l'Azzurro!