Bisogna essere davvero pessime persone per credere che tutto sia voluto…

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di Andrea Carpentieri

Certo che bisogna essere davvero brutte persone per pensare che Adl abbia deliberatamente lasciato che si scatenasse il putiferio attorno a Gattuso.
Eppure, per  Eppure, per evitare l’inferno sarebbe bastato smentire subito, e non in modo farlocco a distanza di giorni, il fatto che si stesse cercando un sostituto per un allenatore che, dopo aver vinto la Coppa Italia dell’anno scorso, ora sale e scende fra terzo e quinto posto, sempre nel giro di due o tre punti; un allenatore che è alle semifinali di Coppa Italia dopo aver dato quattro gol alla squadra che aveva eliminato la tanto decantata Roma di Fonseca; un allenatore arrivato primo in un girone di EL degno di una seconda fascia Champions’.
Ah, dimenticavo: un allenatore al quale per tre mesi è mancato il centravanti sul quale si era costruito il nuovo progetto tattico e per due mesi è venuto meno il top scorer della nostra storia, il che ha significato e significa che ai vari Ronaldo, Lukaku, Immobile, il Napoli risponde con il solo Petagna.
Nonostante tutto ciò, Adl – scommettendo su una reazione di pancia, che poi è puntualmente arrivata, da parte del mister? – ha lasciato che i giornalisti a lui vicini parlassero di Benitez o chiedessero le dimissioni di Gattuso, ha lasciato che ogni giorno il Corriere dello Sport parlasse di interlocuzioni con altri tecnici* e che dalle cloache di alcune emittenti private si andasse a sparare sulle difficoltà tecniche e di salute del mister, sulle pescherie, su tutto ciò che venisse in mente ai tromboni la cui stessa presenza spiega perché Napoli non conti nulla a livello mediatico.
E allora, torno al punto di partenza, bisogna essere davvero pessime persone per credere che tutto sia voluto, anche perché poi bisognerebbe trovare un motivo, un fine a/per il comportamento di Adl.
Vero è, anche, che chi è una brutta, pessima persona potrebbe pensare che il casino mediatico di questi giorni possa essere servito ad evitare che mezzi di informazione e tifosi stessero lì a rompere le palle con le loro domande.
Ad esempio, chiedendo e chiedendosi come mai non si sia voluto prendere un terzino sinistro, visto che in quella zona di campo si va in sofferenza quasi con qualsiasi squadra; come mai si sia scelto di affrontare un ciclo di fuoco andando pure a vendere Llorente e Milik, posto che Oshimen e Mertens stanno più o meno in mano a Dio; per quale ragione, stante il flop Lobotka, non si sia portato a Napoli un calciatore in grado di rappresentare alternativa valida per Demme.
Ma no, di sicuro Adl non ha giocato sulla pelle di Gattuso per coprire le sue abituali scommesse sulla pelle dei tifosi: del resto, quando eravamo primi mica portò qua Grassi e Regini? Quando ce la giocavamo col Milan, mica portò Lucarelli e Mascara? Quando Lavezzi, Cavani, Benitez, Sarri sono andati via, mica si è puntato sulla loro delegittimazione a mezzo serva stampa?
Io sono una brutta persona ed ho tanti retropensieri, ma la storia recente dimostra che Adl è troppo limpido, trasparente e perbene perché si possa solo pensare che sia io ad avere ragione.
O no?

* Si afferma e si scrive, da più parti, che Gattuso non dovrebbe risentirsi per un comportamento del genere, essendo esso una prassi consolidata nel mondo del calcio, della quale lui stesso, il buon Rino, si sarebbe avvantaggiato quando Adl lo contattò, con Ancelotti che ancora sedeva sulla panchina azzurra.
Tutto in parte vero, però si consideri che 1) il Napoli di Ancelotti era in caduta libera, stazionando ormai nella parte destra della classifica 2) Ancelotti aveva già imbastito un contratto faraonico con l’Everton, sicché si può agevolmente supporre che ci fosse un accordo tacito fra tecnico e presidente.
La vicenda Gattuso, insomma, è del tutto differente, come improprio è ogni paragone per mezzo del quale si voglia giustificare l’atteggiamento del proprietario della S.S.C. Napoli.

Andrea Carpentieri

Andrea Carpentieri è dottore di ricerca in filologia classica, ed ha al suo attivo diverse pubblicazioni nell'ambito degli studi di letteratura latina. Ex agonista nel karate, ha avuto la fortuna di vincere trofei e medaglie nazionali ed internazionali nella specialità del kumite (combattimento). Che si tratti di letteratura, lingue vive o morte o arti marziali, ogni giorno prova ad insegnare, cercando però, soprattutto, di continuare ad imparare.