Milano, 14enne morto asfissiato. Vittima del blackout: il folle gioco che spopola sul web

di Alessandro D’Orazio

E’ deceduto all’età di quattordici anni Igor Maj, giovane di Milano che dopo aver praticato il pericoloso gioco “Blackout” ha esalato il suo ultimo respiro. Era un ragazzo in gamba  Igor, detto anche il “ragno biondo”, scalatore di talento, agile e impavido; definito dai suoi compagni di montagna “una vera forza della natura”.

Da molto tempo il giovane faceva parte dei “Ragni di Lecco”, un gruppo di appassionati di arrampicata, alpinismo e climbing, che si radunavano periodicamente per praticare la loro passione. Amici, compagni e parenti sono ora nello sgomento per via di una tragedia assurda e inaccettabile.

Nello specifico, Igor sarebbe deceduto a seguito di una sfida estrema sul web. Riprendendo la moda del cosiddetto “Blue Whale”, il partecipante deve superare prove che via via si fanno sempre più pericolose. Secondo alcune indiscrezioni, Igor sarebbe giunto al quinto livello, consistente cioè nel soffocamento per qualche secondo al fine di scoprire come sia la vita dopo la morte.

Peccato però che qualcosa debba essere andato storto, e da qualche secondo si è passati a interminabili minuti, con l’ossigeno che non è più arrivato al cervello, provocando la morte cerebrale e quindi il decesso per asfissia.

Al caso stanno attualmente lavorando le forze dell’ordine, che non escludono alcuna pista, a cominciare dalla morte accidentale. Come riferito da alcuni quotidiani, sarebbe stato disposto il sequestro preventivo di tutti i siti riguardanti la pratica di questa sfida mortale, in voga fin dagli anni ’90 negli Stati Uniti e giunta in Italia da qualche mese a questa parte. Dalle analisi del computer e dello smartphone di Igor, inoltre, si attendono ulteriori riscontri.

A far da cornice a questa drammatica vicenda vi sono i numerosi giochi folli che coinvolgono gli adolescenti sul web, su cui ancora nessuna inchiesta è riuscita a far luce. Queste pratiche estreme finiscono, infatti, con esercitare attrattiva sugli adolescenti: si va dal “balconing” (la pratica di gettarsi da un palazzo all’interno di una piscina) alla moda dei selfie sui binari del treno, fino all’ “eyeballing” (buttarsi vodka sugli occhi in cerca di sballo). Tutte follie rese virali da video postati su Youtube, a cui è d’obbligo rispondere con l’unica risorsa a disposizione di un genitore: il costante dialogo con i propri figli.

Alessandro D'Orazio

Classe 1992. Una laurea in Giurisprudenza ed una in Operatore giuridico d’impresa. Nel mezzo l’azione: paracadutista, sommozzatore e pilota d’aerei. Classicista convinto, quanto Cattolico. Appassionato di viaggi, lettura e scrittura. Un’esistenza volta alla costante ricerca delle tre idee che reggono il mondo: il Bene, la Giustizia e la Bellezza. Senza mai perdere di vista la base di ogni cosa: l’Umanità. Se fosse nato sostantivo, sarebbe stato il greco aretè e cioè, la disposizione d’animo di una persona nell’assolvere bene il proprio compito. La frase che lo descrive: “Darsi una forma, creare in se stessi un ordine e una dirittura”. Il tutto allietato da un bel dipinto di Giovanni da Fiesole.